Piovono soldi sulla Premier League, ormai lontana parente della competizione che negli anni 90 e agli albori del nuovo millennio accoglieva principalmente campioni sul viale del tramonto, provenienti dalla ben più ricca Serie A, per mancanza di fondi. Dopo lo stravolgimento provocato da Roman Abramovich al Chelsea a partire dall’estate del 2003 e l’avvento dei facoltosi americani Hicks e Gillet alla presidenza del Liverpool durante la precedente stagione, infatti, anche il Manchester City viene rilevato da un ricco proprietario straniero; si tratta del thailandese Thaksin Shinawatra che, a giugno del 2007, attraverso la sua società UK Sports Investments, rileva il club biancazzurro. Shinawatra, che tra le tante cariche ricoperte vanta anche quella di ex premier del proprio paese, è deciso a costruire una grande squadra e affida la panchina all’ex ct della nazionale inglese Sven Goran Eriksson. La campagna acquisti dei Citizens porta al futuro Etihad Stadium tanti e interessanti volti nuovi: il fantasista brasiliano Geovanni; il centravanti Rolando Bianchi, reduce da una stagione con 18 gol all’attivo con la maglia della Reggina; il promettente bulgaro Bojinov, in cerca di rilancio dopo un paio di campionati non esaltanti tra Firenze e Torino, sponda juventina; l’esterno offensivo Martin Petrov; i difensori Corluka e Garrido; infine, il vero colpo del mercato biancazzurro rappresentato dal centrocampista offensivo brasiliano proveniente dallo Shakhtar Donetsk Elano. A gennaio, inoltre, l’attacco del Manchester City viene ulteriormente rimpolpato dagli arrivi di Benjani e Caicedo. Coloro che, da diversi anni a questa parte, sono stati ritenuti la ‘parte povera’ di Manchester, stanno per rivedere la luce.
I cugini mancuniani, dopo il ritorno sul tetto d’Inghilterra, intanto, danno vita ad una campagna acquisti piuttosto importante: ad Old Trafford giunge, dal campionato portoghese, l’accoppiata Nani-Anderson, il primo è un esterno offensivo tutto velocità e dribbling ubriacanti mentre il secondo è un centrocampista dotato di grande classe in grado di organizzare la manovra. Ferguson, inoltre, acquista per circa 17 milioni di sterline dal Bayern Monaco il motorino di centrocampo Owen Hargreaves e Carlitos Tevez, dopo un solo anno di permanenza al West Ham, per la cifra di 12.5 milioni di euro. Salutano, dopo anni di successi, il centrale difensivo Heinze, che va al Real Madrid, ed Alan Smith, ex ragazzo prodigio del calcio inglese, che si accasa al Newcastle.
Il Chelsea di Abramovich, in controtendenza con quanto avvenuto dall’avvento del ricco petroliere russo in poi, non dà vita ad un mercato di grido, seppur gli acquisti di qualità non manchino. Arrivano a Londra: il centravanti peruviano Claudio Pizarro; gli esperti difensori centrali Ben Haim ed Alex; il terzino destro ex Barcellona Belletti e, soprattutto, il fiore all’occhiello della campagna acquisti dei Blues, ovvero l’esterno offensivo transalpino ex Lione Florent Malouda. Nella sessione di riparazione, poi, a Stamford Bridge arriveranno anche Nicolas Anelka, dopo un ottimo anno e mezzo al Bolton, e il difensore Branislav Ivanovic. Abbandonano il Chelsea, invece, Geremi, Boulahrouz, Lassana Diarra e Arjen Robben; quest’ultimo viene prelevato dal Real Madrid del nuovo presidente Calderon, che lo aveva inserito nella propria lista della spesa durante la campagna elettorale per la corsa alla poltrona più ambita di Madrid dopo quella del re di Spagna.
Per quanto concerne l’Arsenal, l’estate del 2007 è quella del grande addio. Dopo otto anni e 174 gol in maglia biancorossa, Thierry Henry saluta l’Inghilterra per volare al Barcellona di Rijkaard. Si tratta di una perdita grave, che simboleggia l’ormai consolidato nuovo corso voluto da Wenger; i tempi degli ‘Invincibili’ sono lontani, ora si punta su una squadra giovane e futuribile. L’allenatore francese, poi, congeda un altro pezzo di storia dei Gunners come Ljungberg, che si accasa al West Ham. In entrata, non si segnalano colpi di grido. Arrivano all’Emirates Stadium il giovane brasiliano, naturalizzato croato, Eduardo, reduce da una stagione con 34 gol in 32 partite nel massimo campionato croato ma con qualità tutte da testare in una competizione più probante, e il danese Bendtner, per cui si tratta tuttavia di un rientro dal prestito al Birmingham.
Spostandosi a Liverpool, la proprietà statunitense, appena giunta in Inghilterra, si presenta in grande stile e regala a Benitez ed i tifosi Reds un colpo eccezionale: ‘El Niño’ Fernando Torres. Il centravanti spagnolo arriva in Premier League dall’Atletico Madrid, dopo 82 gol nella Liga in 214 presenze, per una cifra pari a 26.5 milioni di sterline. Ad Anfield giungono, inoltre: l’attaccante ucraino Voronin, il fantasista israeliano Benayoun, oltre ai giovani Lucas Leiva, mediano brasiliano considerato un grande prospetto, e Ryan Babel, freccia nera proveniente dall’Ajax che viene acquistata per ben 17 milioni di euro. Tanti sono, però, anche gli addii in casa Liverpool; su tutti svetta il secondo, e definitivo, saluto al popolo rosso di Robbie Fowler. Lasciano il centro sportivo di Melwood anche Dudek, portiere protagonista del trionfo in Champions del 2005, Zenden, Bellamy e ‘Momo’ Sissoko. Sull’altra sponda di Liverpool, si registrano gli arrivi di due uomini che diventeranno vere e proprie colonne dei Toffees: Baines, prelevato dal Wigan, e Jagielka, che arriva dallo Sheffield United. A Goodison Park, inoltre, si trasferiscono il ‘cagnaccio’ danese Gravesen, per il quale si tratta di un ritorno dopo le esperienze al Real Madrid ed al Celtic, e il centrocampista sudafricano tutto estro e dribbling Pienaar.
Il Tottenham, infine, infrange il proprio record di spesa per il centravanti Darren Bent, prelevato dal Charlton per ben 24.8 milioni di euro; gli Spurs acquistano, poi, il centrocampista tuttofare Kevin Prince Boateng ed un esterno gallese di diciotto anni, proveniente dal Southampton, di cui si parla un gran bene: Gareth Bale, che costa cinque milioni di sterline al club londinese.
Globalmente, si tratta di una delle campagne acquisti più esose e spettacolari di sempre in Premier League. Il dato è certificato anche dalla nota azienda di consulenze Deloitte, che riporta come la sessione estiva abbia superato i 500 milioni di sterline di spesa, ben 200 milioni in più rispetto soltanto alla stagione precedente. Il calcio inglese si appresta a diventare il più ricco e ambito d’Europa grazie anche, se non soprattutto, ai tanti soldi immessi dalle nuove proprietà straniere giunte dall’altra parte della Manica.
Tornando al campo ed a un calcio romantico che, purtroppo, inizia lentamente ad affievolirsi, ci sono da segnalare i ritiri di diversi vecchi campioni della Premier League che fu. Si tratta di: Chris Sutton, la storica spalla di Alan Shearer durante la cavalcata trionfale del Blackburn di Dalglish; il bomber norvegese ex Manchester United Ole Gunnar Solskjaer; il lungagnone norvegese Tore Andre Flo; la macchina da gol Dion Dublin; Teddy Sheringham, che abbandona il calcio giocato a ben 42 anni dopo tante stagioni cariche di reti gonfiate.
L’11 agosto del 2007 si parte con l’anticipo delle 13.45 tra Sunderland e Tottenham, che si conclude con una sorprendente vittoria dei Black Cats per 1-0. Il nuovo corso del Manchester City, intanto, inizia subito alla grande, con nove punti conquistati, su altrettanti a disposizione, nelle prime tre giornate; le tre vittorie arrivano contro West Ham, Derby County e, soprattutto, gli odiati cugini del Manchester United. Il 19 agosto, infatti, al City of Manchester, il brasiliano Geovanni decide il derby mancuniano con un gol al 31′. Ottimo anche l’avvio di stagione del Liverpool della coppia spagnola Benitez-Torres, che già dalla quarta giornata si prende la vetta della Premier. Si arriva, così, al sesto turno, al termine del quale scoppia la bomba in casa Chelsea. I Blues pareggiano 0-0 in casa contro il Blackburn e scivolano al quinto posto, seppur a soli tre punti dalla prima piazza. Il presidente Abramovich, tuttavia, dopo un’estate di tormenti con José Mourinho e un percorso in Champions iniziato non nel migliore dei modi, decide di esonerare il tecnico portoghese. Un triennio ad alti livelli, evidentemente, non è bastato a ‘Mou’ per rimanere immune da un inizio di campionato leggermente stentato. Il 20 settembre del 2007 viene ufficializzato il divorzio tra le parti e per la panchina di Stamford Bridge si sceglie una soluzione interna, rappresentata dall’israeliano Avraham Grant.
La giornata successiva prevede lo scontro al vertice tra Manchester United e Chelsea, utile per testare la risposta della squadra dopo il grande addio dello Special One. Per i Blues arriva una sconfitta senza appello; 2-0 e londinesi che crollano al settimo posto. In cima alla classifica, invece, si crea un ingorgo costituito dal Liverpool primo a 17 punti, Arsenal secondo a 15 e Manchester United terzo a 14. Il Manchester City, invece, dopo la partenza a razzo, rallenta, pur attestandosi come quarta forza della Premier League. Nell’undicesimo turno, però, i Citizens franano proprio a Stamford Bridge contro il Chelsea, che infligge ai ragazzi di Eriksson un tennistico 6-0 firmato da Drogba (doppietta), Essien, Joe Cole, Kalou e Shevchenko. La settimana seguente il calendario prevede un altro scontro diretto; stavolta è il turno di Arsenal e Manchester United. La gara termina 2-2 con Gallas, protagonista assoluto, che prima realizza un’autorete e poi pareggia i conti al 90′. Il Liverpool, nel frattempo, rallenta la propria corsa e lascia spazio in testa proprio a Wenger che, dopo la quattordicesima giornata, si trova addirittura a +4, con un tentativo di fuga nei confronti di Reds e Manchester United.
La stagione 2007/2008 in Premier League si rivela, settimana dopo settimana, una delle più spettacolari mai vissute, con continui cambiamenti al vertice e squadre in grado di salire e scendere come un ascensore impazzito. Durante il sedicesimo turno, infatti, l’Arsenal perde sorprendentemente nella tana del Middlesbrough per 2-1 mentre il Liverpool esce sconfitto dalla sfida contro il Reading; Manchester United e Chelsea, invece, vincono le proprie sfide con Derby County e Sunderland così la classifica cambia nuovamente volto. L’Arsenal resta primo ma con un solo punto di vantaggio sui Diavoli Rossi ed il Chelsea torna a farsi prepotentemente sotto, occupando la terza piazza a -3 dai Gunners.
Il turno successivo può dare forti indicazioni sul prosieguo del campionato, poiché offre il big match all’Emirates Stadium tra Arsenal e Chelsea. Chi decide la sfida? William Gallas. Già, proprio quel Gallas che aveva minacciato di segnare un autogol in caso di mancata conclusione della trattativa tra Blues e Arsenal. Il calcio, come spesso accade, regala ancora una volta un copione degno delle migliori pellicole thriller firmate da Alfred Hitchkock. Gunners quindi ormai lanciati verso la vittoria finale, forti anche di una gara così importante portata a casa? Neppure per sogno! Nel quattordicesimo turno, infatti, arriva un pareggio a reti bianche sul campo del Portsmouth per Wenger e i suoi; il Manchester United, invece, travolge per 4-0 il Sunderland e vola in prima posizione a + 1 sui biancorossi londinesi.
Altro giro, altra corsa. La settimana successiva il Manchester United va a trovare il West Ham ad Upton Park; i Diavoli Rossi passano in vantaggio con Cristiano Ronaldo ma poi si fanno rimontare nel finale dai difensori Upson e Anton Ferdinand. L’Arsenal, invece, rifila un poker a Goodison Park all’Everton e torna in vetta con due punti di vantaggio sul Manchester United. Si profila, ormai, una lotta a due. Giornata numero 22: Arsenal fermato tra le mura amiche dal Birmingham di McLeish e Manchester United che passeggia per 6-0 sul malcapitato Newcastle; la piazza d’onore ora è condivisa a quota 51 punti. Un piccolo, nuovo, strappo avviene alla venticinquesima giornata, quando l’Arsenal vince 3-1 sul campo dei cugini dei Red Devils e quest’ultimi si fermano a White Hart Lane, pareggiando 1-1 con gli Spurs. +2 Gunners. I punti di distacco diventano addirittura cinque dopo la giornata successiva, in cui il Manchester City di Eriksson compie l’impresa ad Old Trafford, grazie a Vassell e Benjani, e torna a vincere i due derby di campionato dopo tempo immemore.
Passano soltanto quattro giornate, tuttavia, e avviene l’imponderabile. L’Arsenal si inceppa, come spesso accaduto negli ultimi anni, sul più bello e dilapida i cinque punti di vantaggio sui rivali; i Red Devils, infatti, collezionano 12 punti in quattro partite mentre i londinesi inanellano quattro pareggi di fila e scivolano addirittura a -3 dal Manchester United. Si arriva, così, allo scontro tra un redivivo Chelsea e un Arsenal in caduta libera. I Blues vanno sotto per un colpo di testa di Bacary Sagna ma Drogba decide di salire in cattedra e ribalta tutto, portando alla vittoria i suoi e al sorpasso in classifica sui rivali cittadini. Incredibile ma vero, il Chelsea si ritrova secondo a -5 dal Manchester United. L’Arsenal, che solo poche settimane prima sembrava padrone incontrastato del campionato, ora è terzo e in grave crisi.
Nel trentacinquesimo turno, la squadra di Grant si ritrova addirittura a -3 dalla vetta, grazie alla vittoria di misura sul campo dell’Everton ed il contemporaneo pareggio del Manchester United contro il Blackburn. La giornata seguente è quella della verità. 26 aprile del 2008. Chelsea-Manchester United. L’Arsenal ormai è un lontano ricordo per la lotta al titolo. I Blues, dopo un avvio di stagione sportivamente drammatico si trovano incredibilmente a giocarsi le proprie chance per vincere la Premier. Fischio d’inizio alle ore 13.45. E’ una partita tesa, nervosa. La sblocca un episodio, un colpo di testa di Ballack al 45′. Il Chelsea mette la testa avanti e Stamford Bridge sogna. Sir Alex e i suoi ragazzi non demordono, però, e il solito Rooney rimette i conti in parità grazie a un destro preciso al minuto 56. Il match scorre e ad un soffio dal termine arriva l’evento che non ti aspetti: calcio di rigore per il Chelsea. Sul dischetto va Michael Ballack. Si gonfia la rete ed è il gol che porta i Blues in vetta a pari punti con il Manchester United quando mancano soltanto due giornate alla fine.
Nel penultimo turno, nessuna delle due contendenti sbaglia: il Manchester United travolge il West Ham mentre il Chelsea vince a St. James Park contro il Newcastle. Ultima giornata: i rossi di Manchester vanno a giocare sul campo del Wigan, il Chelsea sfida il Bolton tra le mura amiche. Alla squadra di Sir Alex Ferguson basta vincere poiché si presenta con un netto vantaggio per quanto concerne la differenza reti rispetto al Chelsea: +56 per lo United, +39 per il Chelsea. I Diavoli Rossi assaltano la porta avversaria e al 33′ passano grazie ad un rigore di Cristiano Ronaldo, alla fine capocannoniere della Premier con ben 31 gol. E’ lo scatto decisivo. Il Manchester United vince 2-0. il Chelsea pareggia, invece, 1-1, subendo il gol del pareggio di Davies quando ormai è tutto deciso. E’ il diciassettesimo trionfo in patria per i Red Devils, il secondo consecutivo ed il decimo conquistato da un allenatore ormai entrato nella leggenda come Alex Ferguson. Il Chelsea deve accontentarsi della seconda piazza e, considerato il modo in cui era iniziata la stagione, si può dire che sia anche un dolce accontentarsi prima di ripartire con un nuovo progetto ed un nuovo allenatore. Grossa delusione per l’Arsenal, che continua a rivelarsi un dominatore della Premier soltanto part-time, ed il Liverpool, partito con grandi ambizioni poi ampiamente disattese.
Matteo Luciani
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