Tutti in lockdown, anche i calciatori inglesi. Ognuno sta passando questa ‘quarantena’ nella maniera che ritiene più opportuno, con una sola parola d’ordine: distanziamento. Nel frattempo però, si discute su come aiutare la comunità. Non con gli annunci, o con i messaggi, già peraltro sperimentati. Oggi, l’annuncio da parte della Premier League di aiuti al NHS (il servizio sanitario nazionale britannico), i capitani delle varie squadre si sono messi al lavoro.
Henderson e soci al lavoro
Il capitano del Liverpool Jordan Henderson è attivo da settimane per dare supporto. Già all’inizio del mese scorso aveva fatto partire un’iniziativa per aiutare persone in difficoltà nella zona di Liverpool, attivando il club a riguardo. Negli ultimi giorni ha chiamato a raccolta i capitani delle altre squadre per capire come muoversi. Se procedere quindi ad un semplice taglio dello stipendio o a donazioni.
La Premier League ha ufficialmente chiesto ai giocatori di considerare un taglio dello stipendio fino al 30%. Da quanto la BBC ha appreso, i giocatori dovrebbero fare delle grosse donazioni, con il NHS probabile destinatario. Non è ancora del tutto chiaro se questa donazione avverrà tramite i club o privatamente. Altro nodo da sciogliere sarà quello riguardante la determinazione dell’ammontare della donazione: se una somma fissa per squadra o variabile a seconda di quello che ogni club vorrà donare.
Ma c’è anche chi precisa la situazione
La League Managers Association (LMA), che rappresenta i vari manager del calcio britannico, ha descritto una situazione dei vari lavoratori che varia da club a club. C’è chi ha messo tutto il proprio staff in ferie retribuite, chi ha chiesto di appellarsi al servizio di cassa integrazione nazionale (80% del proprio stipendio coperto), chi – come Eddie Howe, Graham Potter e altri – che hanno optato per significative riduzioni volontarie dello stipendio. Altri invece hanno solamente lasciato i fisioterapisti e dottori a lavorare da remoto, non indicando dunque riduzioni dello stipendio.
C’è chi invece, oltre una riduzione dello stipendio che arriverà, ha voluto precisare la situazione. In particolare Andros Townsend. Il giocatore del Crystal Palace ha risposto a tono a Matt Hancock, membro del partito conservatore e Segretario di Stato per la salute e gli affari sociali, a capo del National Health Service. Hancock aveva nei giorni scorsi invitato i giocatori a fare di più e giocare la propria parte.
Townsend, conscio come tutti i calciatori di dover contribuire alla causa in questo momento, ha espresso la sua opinioni sulle dichiarazioni di Hancock: «il calcio sta tentando di fare del bene. Svegliarsi nella mattinata di ieri e vedersi trattato come il cattivo della situazione mi ha colto di sorpresa. Penso sia sbagliato che il Segretario per salute biasimi i calciatori. Il suo lavoro è essere responsabile dei lavoratori del NSH, che da anni sono sottopagati».
di Daniele Calamia
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