Il legame indissolubile tra Notts County e Juventus: Agnelli cerca di restituire il favore delle maglie 116 anni dopo

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19 MAR 1995: THE NOTTS COUNTY TEAM CELEBRATE AT WEMBLEY STADIUM AFTER THEIR 2 - 1 WIN OVER ASCOLI OF ITALY IN THE ANGLO-ITALIAN CUP FINAL AT WEMBLEY STADIUM IN ENGLAND. Mandatory Credit: Mike Hewitt/ALLSPORT

 

Era il lontano 1903 quando la Juventus, fondata 6 anni prima da un gruppo di studenti liceali, chiese aiuto in Inghilterra, dove il calcio moderno è nato e si è affermato alla fine del XIX secolo. La nuova società torinese chiese aiuto a uno dei suoi soci, Gordon Thomas Savage, che avrebbe dovuto garantirgli divise da gioco moderne. La Juventus fino a quel momento disputava le partite indossando una casacca rosa con un papillon nero ma il problema principale che ha spinto ad un cambiamento, era la facilità con la quale le maglie si scolorivano. Inizialmente si pensò che Tom Savage ordinò attraverso i suoi contatti maglie rosse del Nottingham Forest, salvo vedersi recapitare per errore quelle bianconere del Notts County. In realtà l’amico a cui si affidò Savage tifava Notts County, altra squadra della città di Nottingham, ed è per questo motivo che egli fece questa scelta. Da allora la Juventus utilizza la maglia bianconera come prima divisa ma non dimentica il passato, difatti il rosa è il terzo colore societario e la seconda maglietta del club è stata spesso di questo colore.

 

Come sappiamo la storia tende a ripetersi, questa volta a parti invertite, a dimostrarlo è la richiesta che è stata fatta dal Notts County alla Juventus nell’estate del 2019. La società inglese è difatti nel pieno di una forte crisi finanziaria e persino le maglie da gioco mancano ed è per questo che motivo che è nato l’appello; inoltre i giornali britannici scrivono “Che gesto fantastico sarebbe se, 116 anni dopo, potessero restituire il favore”.  Dal 1903 i rapporti tra i due club sono sempre rimasti ottimi, non a caso il Notts County fu ospite della Vecchia Signora allo Stadium nel 2011 per la prima partita d’inaugurazione del nuovo impianto della Juve. La partita terminò in parità, gli inglesi riuscirono nell’impresa e dovranno tenere duro anche adesso se non vorranno naufragare da un momento all’altro.

 

Andrea Agnelli non si è tirato indietro e si è mostrato disponibile, il presidente italiano ha chiamato Adidas chiedendo di fornirgli materiale da gioco. Con rammarico, il Notts ha dovuto però rifiutare l’offerta per evitare di pagare una penale con la Puma, sponsor del club inglese, che aveva interrotto la fornitura a causa dei mancati pagamenti, ma con la quale esiste comunque un accordo.

 

Nonostante non si sia arrivati al lieto fine, non ci resta che sottolineare il profondo legame che lega queste due realtà completamente diverse e lontane; una pagina di storia sportiva di amicizia e soprattutto di riconoscenza, che vale la pena ricordare. Tutto questo clamore e l’interesse della Juve alla vicenda, ha comunque sortito l’effetto sperato per l’individuazione di un soggetto intento a rilevare le quote maggioritarie del club inglese.

 

Una grande mano è alla fine arrivata dalla Danimarca: come annunciato alla BBC dal proprietario Alan Hardy, il club è stato ceduto a una cordata danese con a capo Alexander e Christoffer Reedtz. I due si sono messi subito al lavoro per fornire delle nuove maglie alla squadra di loro proprietà e ci sono riusciti, rinnovando l’accordo con la Puma.

Luca Marcat