Il terzino del Tottenham ha rivelato di aver sofferto di depressione a causa dell’infortunio al ginocchio nel gennaio del 2017 e a motivazioni di carattere personale. “Mi dissero che non serviva l’intervento e non so quanti antidolorifici e quante iniezioni di cortisone ho fatto per cercare di rimettermi a posto e tornare in squadra, fino a che, dopo 4 mesi, mi sono dovuto operare comunque ed è stato difficile” ha detto Danny Rose che poi ha aggiunto altre motivazioni personali alla depressione che lo ho colpito in quel periodo: “Mio zio si è impiccato durante la mia riabilitazione, cosa che nessuno sapeva e ad agosto scorso mia mamma è stata vittima di insulti razzisti a casa ed infine qualcuno è entrato a casa mia ed ha quasi sparato in faccia a mio fratello e tutti questi episodi hanno contribuito a scatenare la mia depressione. Ero sempre nervoso e non volevo più giocare a calcio, nè fare la riabilitazione o uscire di casa e ogni volta che dovevo farlo dopo mi mettevo a letto” ha continuato il terzino della nazionale inglese.
Ma Danny Rose non ha mollato e ha chiesto aiuto ad uno psichiatra e ad uno psicologo; inoltre si è allontanato dal Tottenham e ha continuato la riabilitazione sotto le cure della FA e del fisioteraposta Steve Kemp. Il terzino ha definito la nazionale come la sua salvezza e la chiamata di Southgate ha dato nuovo slancio alla sua vita; grande iniezione di fiducia nonostante i pochi minuti giocati in questa stagione. Ora Rose pensa solo al campo e vuole mettersi alle spalle questo brutto periodo.
🗣 “It’s no secret that I’ve been through a testing time at Tottenham this season, which led to me seeing a psychologist, and I was diagnosed with depression, which nobody knows about, and I had to get away from Tottenham.”
– Danny Rose. 😳 pic.twitter.com/uh40T4gWuq
— Football__Tweet (@Football__Tweet) 7 giugno 2018
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