Cari amici di Passione Premier League, questa volta abbiamo intervistato in esclusiva per voi Raffaele De Vita, attaccante italiano in forza al Ross County. Nato a Roma nel 1987, Raffaele all’età di 15 anni lascia il settore giovanile della Roma per volare in Inghilterra, dove avrà l’onore di esser allenato anche da un certo Paolo Di Canio.
Di seguito eccovi la nostra intervista !
Ciao Raffaele, il tuo viaggio nel Regno Unito è iniziato quando eri ancora minorenne, precisamente quando avevi 15 anni sei volato direttamente dall’Atletico 2000 al Blackburn. Come è stato dover prendere tutto, lasciare la propria famiglia all’improvviso e “fuggire” lontano da casa ?
“Si, a 15 anni ho firmato per il Blackburn Rovers. Devo dire che è stato tutto molto surreale, dopo essere stato invitato a Blackburn nel gennaio 2003 per una settimana mi venne offerto un contratto di 4 anni. Quando tornai a Roma ricordo che affrontai gli ultimi mesi di scuola quasi senza riuscire a credere che pochi mesi dopo avrei iniziato un’esperienza così diversa e importante. A parte le paure iniziali fu tutto perfetto, l’ambientamento fu abbastanza facile e dopo pochi mesi avevo già molta più dimestichezza con la lingua.”
Il calcio del Regno Unito è molto diverso dal calcio italiano, sia a livello tattico che a livello di tifo. Quali sono le maggiori differenze?
“Le differenze sono tantissime ma quella che a me non smette mai di sorprendere è la passione che hanno i tifosi per la propria squadra. Specialmente nei miei anni a Swindon e Bradford ho assistito a scene di tifo che per una lega pro italiana sono fantascienza. Nelle partite in casa ho avuto la possibilitá di giocare davanti a 14/15 mila spettatori, e nei derby questo numero saliva anche a 20 mila. Fuori casa, anche a centinaia di km di distanza, i tifosi ti seguono spesso in 2 o 3 mila.”
Entrando nel mondo professionistico del calcio hai raggiunto un tuo sogno, moltissimi ragazzi al mondo abbandonano i propri obiettivi e secondo noi il tuo è un esempio positivo da seguire. Hai mollato tutto sin da ragazzino e anche nei momenti più bui non ti sei disperato ma ti sei sempre rialzato. Che messaggio vuoi lasciare ai ragazzi d’oggi?
“Il messaggio che do ai ragazzi che vogliono fare del calcio il proprio lavoro è prima di tutto quello di mettere proprio il calcio davanti a tutto perché senza sacrifici non si raggiunge nulla. Poi sicuramente una cosa che piano piano sto imparando è che gli anni volano per i calciatori e senza accorgertene puoi trovarti quasi alla fine della carriera. Per questo, consiglio a tutti i ragazzi di non prendere mai per scontata la possibilità di giocare e di allenarsi tutti i giorni, e di godersi fino in fondo ogni istante che trascorrono su un campo di calcio perché non sai mai quanto tutto questo potrà durare.”
Il Blackburn è stato fondamentale per la tua formazione calcistica ma il vero esordio in prima squadra lo hai trovato con il Livingstone, che ricordi porti del tuo esordio e del tuo primo goal?
“Il mio debutto col Livingston fu 6 mesi dopo la firma perché nella prima partita amichevole subii un brutto infortunio al ginocchio. Fu un momento bellissimo perché quando subisci infortuni del genere perdi tante certezze ed è sempre importante mettersi tutto alle spalle e ricominciare a giocare. In quella partita contro il Dundee segnai anche il mio primo goal nei professionisti anche se perdemmo.”
Il tuo periodo più bello certamente è stato quello passato allo Swindon, dove hai conquistato una promozione ed un playoff (perso ai rigori) sotto la guida del grande Paolo Di Canio. Che emozione hai provato quando hai ricevuto questa chiamata? Ed inoltre cosa ci dici di Mr Di Canio?
“Senza dubbio essere allenato da Di Canio è stato una svolta incredibile per la mia carriera, oltre a trasformarmi da punta a esterno sinistro mi ha fatto capire che per essere calciatori non basta saper tirare calci a un pallone. La sua professionalità e attenzione ai dettagli è quasi maniacale, e la sua conoscenza del calcio è spaventosa. Quando mi chiamò la prima volta rischiai quasi di fare l’incidente visto che stavo guidando. Accanto a me avevo un mio grande amico anche lui laziale come me, e ricordo che quando misi giù il telefono rimanemmo in silenzio per 2-3 minuti, increduli per quello che era appena successo.”
Ogni ragazzo sognava di esser come il vero e proprio idolo calcistico, a chi ti sei ispirato maggiormente?
“Senza dubbio l’unico giocatore che ho sempre seguito come modello è proprio Di Canio, specialmente dopo che sono partito per l’Inghilterra sono stato attratto ancora di più dalla sua storia e proprio qui sono riuscito a vedere quanto lui fosse amato dai tifosi inglesi. Il modo in cui si è fatto apprezzare oltremanica mi ha sempre affascinato, ho visto che la maggior parte degli appassionati di calcio lo considerano veramente come un dio, e questo è veramente difficile per uno straniero.”
Come ogni giocatore sicuramente sogni di giocare un giorno per una squadra di PL o almeno poter giocare nel massimo campionato inglese. Con quale squadra vorresti raggiungere questo obiettivo?
“A 27 anni non mi sento di voler seguire ancora sogni poco realistici che avrei potuto avere a 15 anni. In questi anni ho fatto il mio percorso e ora voglio solo cercare ogni anno di fare meglio e cercare di giocare al livello piu alto possibile. Adesso che sono in Scozia per esempio il mio obbiettivo è solo quello di dimostrare che posso giocare a livelli alti in questo campionato.”
Diamo uno sguardo al futuro, quali sono i traguardi da raggiungere? Ci sarà nella tua carriera un piccolo spazio per una squadra italiana?
“Non so cosa avverrà nel futuro. Ormai sono 12 anni che gioco nel Regno Unito e calcisticamente parlando è il posto dove sono cresciuto. La mia priorità quindi rimane l’Inghilterra o la Scozia, ma dato che sono italiano e la mia ragazza e la mia famiglia sono li, è ovvio che se ci fossero i presupposti giusti prenderei in considerazione un ritorno a casa.”
Off Topic, sappiamo che sei un grandissimo tifoso della Lazio, pensi che il 2° posto sia possibile?
“Il secondo posto sarebbe un sogno, a maggior ragione perché sarebbe a scapito dei cugini. Sicuramente siamo la squadra piu in forma del campionato e se i giocatori più importanti come Felipe Anderson, Candreva e Biglia rimarranno disponibili fino alla fine della stagione penso che sarà possibile raggiungere il traguardo.”
Un saluto ai tuoi seguaci italiani ed al popolo di PPL
“Un saluto a tutto il popolo di Passione Premier League e mi raccomando seguite anche la Scottish Premier League che è un campionato davvero divertente e emozionante!”
Articolo di Cinus Antonio.
La redazione di passionepremier.com ringrazia con tutto il cuore Raffaele De Vita per la disponibilità e la gentilezza e per aver affrontato con grande entusiasmo e cortesia questa chiacchierata.
Vogliamo anche augurare all’attaccante di raggiungere tutti i suoi personali obiettivi e di alzare tantissimi trofei durante la sua carriera calcistica.
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