
A 75 miglia da Londra c’è Portsmouth, una delle città portuali più importanti del paese, che è una delle perle della contea dell’Hampshire. La città è famosa sostanzialmente per due motivi: per essere la patria del grandissimo Charles Dickens e per ospitare il Portsmouth FC, una delle squadre più antiche e amate del calcio inglese.
LA FONDAZIONE DEL CLUB E GLI ANEDDOTI
Il 5 aprile del 1898, al numero 12 di High Street nella zona di Old Portsmouth, nasce il “Portsmouth Football and Athletic Company”; la gloriosa storia di questo club comincia dal basso, dalla Southern League, lega semi-professionistica che raccoglie le squadre del sud dell’Inghilterra. Non può esserci Portsmouth senza Fratton Park, che nel 1899 ospita il primo incontro tra i padroni di casa, in un’insolita maglia rosa, contro i rivali del Southampton. Bisogna fare un salto nel 1912 per trovare l’iconica maglia blu del Pompey, dopo la rifondazione del club; un anno dopo sulla maglia fu inserito, per la prima volta, anche il famoso stemma con la luna crescente sopra una stella, stemma della città in onore di Riccardo cuor di Leone che, a sua volta, lo usò durante la terza crociata; infatti non è un caso che lo stemma rimandi alla religione islamica. Perché il soprannome “Pompey”? L’ipotesi più plausibile è quella per la quale il soprannome derivi da Pom. P., abbreviazione di Portsmouth Point, scritta che campeggiava fuori dal porto della città dopo la seconda guerra mondiale.
LA “FA CUP ITINERANTE”
Il primo trofeo del club risale alla stagione 1938-39, quando il Pompey riuscì ad aggiudicarsi la FA Cup; ad oggi il club dell’Hampshire detiene ancora il record per aver mantenuto più a lungo il trofeo dato che, in occasione del conflitto mondiale, il calcio si fermò per ben sette anni. Molto particolare la storia di questo trofeo, che si può definire letteralmente itinerante. La città di Portsmouth, per la sua posizione strategica in mare, fu sempre un obiettivo primario per la Luftwaffe, l’aviazione militare della Germania nazista; per questo motivo, il trofeo di volta in volta fu spostato per la città, finendo nei pub locali, nella sala del consiglio di Fratton Park e perfino in un caveau della banca. In occasione di un catastrofico bombardamento della città, il trofeo fu addirittura spostato nel pub “The Bird in Hand”, nel minuscolo villaggio di Lovedean; alla fine della guerra il trofeo tornò a casa e fu mostrato in città nel VE Day, l’8 maggio del 1945, giorno in cui la Germania si arrese senza condizioni.
IL DOPOGUERRA E IL GENERALE MONTGOMERY
Nel dopoguerra l’eroe di guerra, il generale Montgomery, diventò presidente onorario del club e fu sua l’idea di far indossare al club calzettoni rossi in onore dei caduti; infatti il rosso è il colore tradizionale dell’armata britannica. Nella prima stagione post-bellica, quella del 46-47, il club finì al dodicesimo posto, mentre nella stagione successiva si posizionò ottavo. Il successo nel secondo dopoguerra fu quasi immediato: la squadra riuscì ad aggiudicarsi due campionati consecutivi (1948-49, 1949-50) e il Charity Shield, titolo condiviso con i Wolves.
REDKNAPP E LA SECONDA FA CUP
Ogni amante di calcio inglese ricorderà con nostalgia la seconda FA Cup vinta dal Pompey, sotto la guida eclettica di Harry Redknapp; una squadra per molti versi iconica, che annoverava tra le sue fila giocatori del calibro di David James, Sol Campbell, Glen Johnson, Lassana Diarra, John Utaka, Nwankwo Kanu, Nico Kranjcar e Milan Baros, solo per fare qualche nome. Nella finale di Wembley contro il Cardiff fu decisivo il gol di Kanu, che regalò al club la sua seconda FA Cup e per la prima volta l’accesso alle coppe europee.
GLI “HARD TIMES” E IL DECLINO
La storia recente del club è stata caratterizzata da un rapido e inesorabile declino, sul campo e sul fronte societario; per usare il titolo del celeberrimo romanzo di Dickens, sono stati “Hard Times” per il Pompey. Sul fronte societario i problemi si sono succeduti uno dopo l’altro: il club è passato sotto molti proprietari, quasi sempre in amministrazione controllata per evitare la bancarotta e il fallimento. Nel 2013 avviene un episodio storico: la squadra diventa di proprietà del Pompey Supporters Trust, cioè dei propri tifosi; un anno dopo il club si dichiara libero dai debiti. Dal 2017 il club è passato a Micheal Eisner, amministratore delegato della Disney dal 1984 al 2005, trovando finalmente pace dal punto di vista societario. Per quanto riguarda il campo il declino è stato altrettanto veloce e attualmente la squadra milita in League One; la speranza di ogni amante di calcio inglese è di rivedere presto questo iconico club in Premier League.
di Gaetano Romano
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