Pochettino, amore eterno per gli Spurs: “Sfido astri e universo, prima di morire tornerò!”

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Photo by Getty Images

di Simone Dell’Uomo

A metà novembre scorso terminava una delle storie d’amore più belle e mai dimenticate del calcio moderno, quella tra il Tottenham Hotspur e Mauricio Pochettino. Il Manager che ha saputo ricostruire gli Spurs dalle loro fondamenta, lanciando e creando talenti planetari, proiettando il club nell’elite del calcio prima britannico poi europeo, tra Premier sfiorate e una finale di Champions raggiunta attraverso quarti e semifinali tremendamente romantici. Quel Tottenham ha però soltanto sfiorato la storia, poi la chiusura fisiologica di un ciclo e di un’era radiosa; oggi l’avvento di Mourinho, per riscrivere pagine importanti e metter nero su bianco al lavoro del buon Mauricio. Poch resta un uomo d’altri tempi, un figlio di contadini che non hai smesso di coltivare i propri sogni, e la sua grandezza è tale da esser ancora amato e ricordato dal popolo degli Spurs pur non avendo vinto mai qualcosa di veramente importante.

Ieri a cuore aperto, diretta esclusiva per BT Sport con collegamento domestico, tremendamente domestico, durante settimane di quarantena e isolazione forzata complice Covid-19. E ancora parole al miele per quegli anni, quel progetto, per quelle emozioni.

“Ancora una volta ringrazio i miei vecchi calciatori per quel viaggio magnifico e per tutti quegli anni passati insieme. Tutti i miei ex calciatori, dal giorno uno, da quando iniziò quel progetto. Tutto quello che abbiamo costruito, giorno dopo giorno, tutti insieme, nella stessa direzione. Lottare fino all’ultimo step, assieme a loro, assieme a tutti coloro che lavorano per gli Spurs dietro le quinte. Tutto meraviglioso, soprattutto perchè tutti lavorano con passione, dedizione, amore verso quel Football Club. Un viaggio fantastico, chiaramente finito nel modo in cui nessuno voleva”.

Parole che mostrano quanto e come l’uomo Mauricio faccia ancora fatica a staccarsi da quella realtà, da quella maglia, da quel club. Per amore è sempre rimasto, respingendo corteggiamenti di Real Madrid, Bayern, Manchester United. Nonostante la testa gli dica di dover voltare pagina, anche perchè la stagione incombe e un altro presidente con progetti importanti busserà sicuramente alla sua porta (in queste ore appare tra l’altro candidato numero uno per la panchina del nuovo ricchissimo Newcastle), lui non si nasconde e tanto per cambiare parla a cuore aperto. Con la barba incolta, genuino come pochi, forse come nessun altro nel calcio moderno. E sono parole straordinarie, perchè conoscendo il buon Poch, ribadiamo quanto siano tremendamente genuine.

“Ma credetemi, nella parte più profonda del mio petto, del mio cuore, della mia anima.. sono sicuro che le nostre strade si rincontreranno. Forse in 5 anni, forse in 10, ma sfido astri e universo, ve lo giuro: prima di morire tornerò ad allenare il Tottenham. Posso dirvi, credetemi, che da quando ho lasciato il club il mio sogno è tornare un giorno proprio lì: tornare ad allenare il Tottenham Hotspur. Per finire quel lavoro che non abbiamo finito: eravamo vicinissimi a vincere cose enormi, tra Premier e Champions. Sollevare trofei e ripagare quella gente per tutto quell’affetto e tutto quell’amore sarebbe un sogno, un sogno che porto ancora dentro. Certo che sono pronto e motivato verso nuove sfide, nuovi progetti, ma certamente ammetto che nella parte più profonda di me vive ancora il desiderio e quel sogno di tornare proprio lì, in un club così speciale, con tifosi così speciali, per tutto l’amore che abbiamo ricevuto, io e il mio staff. Un amore dato e ricevuto. Già, io e il mio staff, perchè tutti ameremo sempre quel Football Club”.

Simone Dell’Uomo