REDS CORNER – Rosso profondo

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ROSSO PROFONDO

Lo chiamano Teatro dei sogni, Old Trafford, ma negli ultimi due anni per i grandi rivali di Liverpool è stato palcoscenico di prestazioni da incubo.
Nella fattispecie la partita di sabato è finita con un’altra deludente sconfitta per i Reds.
Un 3-1 che non ha lasciato nulla di positivo per la compagine vestita di bianco per l’occasione: quasi metaforico il completino da trasferta per la partita in questione, con la squadra che non è praticamente scesa in campo sventolando bandiera bianca appunto dai primi minuti di quella che doveva essere una sfida importante non solo per il blasone e la storia che conserva, ma soprattutto a livello psicologico. Avrebbe potuto fornire una bella carica dopo una brutta sconfitta e la pausa delle nazionali.
Tutto questo non si è però verificato consolidando la seconda prestazione da incubo consecutiva.

LE COLPE DI RODGERS

In questa nefanda sconfitta vedo molte delle colpe da attribuire all’allenatore. Il modulo è uno sterile 4-5-1 con Firmino larghissimo a destra e Ings nella stessa posizione sulla fascia opposta. Benteke, unico ed isolatissimo totem nella metacampo offensiva fa a sportellate con Smalling e Blind per tutta la partita giocando quasi solo di sponda e mai in profondità: chiaro segnale della mancanza di qualità a centrocampo, complice anche la sanguinosa squalifica per Coutinho.
La lentezza di Lucas, la mancanza di serenità di Can in un ruolo, spesso troppo avanzato, che non gli appartiene e la scarsa brillantezza di Milner confezionano un pomeriggio amarissimo per i tifosi del Liverpool.
Un rombo a centrocampo sarebbe probabilmente stata soluzione molto più adeguata, con Firmino nel suo ruolo naturale da 10 e Ings ad agire intorno a Benteke, quest’ultimo autore di uno splendido goal in rovesciata per il momentaneo 2-1, tanto bello quanto inutile.
Non essendo io l’allenatore non posso che auspicare che la situazione in qualche modo migliori, con un cambio di modulo o quantomeno con soluzioni differenti grazie al recupero magari di Lallana, oltre a quello, fondamentale, di Coutinho.

BORDEAUX

Sperando che il rosso non sfumi verso tale tonalità ancora più scura, giovedì sarà il giorno del debutto in Europa League. Vedo la sfida contro i Girondini come una chiara occasione di redenzione psicologica, dunque una partita da vincere ad ogni costo, possibilmente concedendo una chance a gocatori come Sakho, Moreno, Origi ecc.
Mi auguro che il Bordeaux possa allietare la serata di chi avrà la fortuna di degustarlo, magari davanti allo schermo, con una sciarpa rossa al collo, proprio come avrebbe desiderato il leggendario Bill Shankly.

Y.N.W.A

Filippo Donada

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Nato a Pordenone il 17/3/1994 studente di Medicina e Chirurgia presso l'Università di Cagliari. Grande appassionato di calcio e basket ha praticato questi due sport sin dalla giovane età di 5 anni. Ama viaggiare e cerca di vivere al meglio per sé e per gli altri.
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