The Beatles Reds Corner – Love Me Do – Song 12

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Love Me Do

Gestire una squadra di calcio al giorno d’oggi vuol dire gestire una vera e propria azienda. Oltre a dover portare a casa obiettivi dichiarati, vittorie, trofei, posizionamento in classifica, oggi un bravo presidente di calcio dev’essere in grado di chiudere l’anno con il bilancio in verde. Tra le voci in positivo nel bilancio, oltre agli introiti dello stadio, alle cessioni dei giocatori, agli sponsor commerciali, c’è anche lo sponsor tecnico. 

Il Liverpool ha annunciato all’inizio dell’anno in corso che a partire dalla prossima stagione vestirà divise sponsorizzate Nike, salutando così la New Balance che ha accompagnato i Reds negli ultimi cinque anni. Questo accordo, si legge, porterà nelle casse del Liverpool ben 30 milioni di sterline all’anno, più diversi bonus legati alle vendite dei prodotti e al raggiungimento di obiettivi nelle diverse competizioni. Qualora tutto ciò accadesse, gli introiti potrebbero salire fino a quasi 70 milioni di sterline che, tra le voci del bilancio, fanno decisamente comodo. 

Dando un rapido sguardo al passato sulla storia degli sponsor tecnici della maglia del Liverpool ricordiamo la romantica Umbro dal 1973 al 1985, la mitica Reebok dal 1996 al 2006 e la attualissima Adidas per 17 anni complessivi (in diversi periodi). Come già detto, i recenti successi sono stati firmati New Balance, in attesa di ciò che accadrà con il famoso baffo della Nike sul petto.

L’immagine di un club e dei suoi giocatori è un aspetto che negli ultimi anni ha acquisito sempre più peso, le maglie da gioco, le divise per l’allenamento, i profili dei vari social, il look di alcuni giocatori fanno parte della enorme macchina da soldi che rappresenta una società di calcio. E proprio parlando di look e di stile, chi, meglio dei Beatles, negli anni ‘60 hanno rivoluzionato il mondo non solo dal punto di vista musicale ma anche della moda. 

Il 5 Ottobre del 1962 si affacciarono prepotentemente al mondo con il 45 giri di “Love me do”, singolo che farà poi parte dell’album Please please me”. Il ritmo incalzante e il simpatico motivetto dell’armonica a bocca suonata da John Lennon salutano il mondo della musica, ancora non consapevole del tornado che lo sta colpendo, la cosiddetta beatlesmania. 

FabFour con l’uscita di questo singolo si presentano con un elegante vestito nero, con pantaloni rigorosamente skinny, camicia bianca e cravatta nera e i loro capelli a caschetto divenuto poi famosissimo nel corso del tempoQuesto particolare taglio fu ideato da Astrid Kirchherr, una fotografa tedesca conosciuta nel periodo tedesco ad Amburgo, che seguì i ragazzi agli albori della loro carriera e lavorò con loro appunto con la fotografia. Questa classe ed eleganza venne mantenuta per i primi mesi della loro storia, fino all’album “Help!” del 1965 dove compaiono dei simpatici cappelli, un taglio di capelli lasciato un po’ più lungo e delle sciarpe biancorosse, chiaro riferimento ai colori del/di Liverpool. Con il successivo album “Rubber Soul” i Beatles mettono da parte le divise con gli abiti monopetto e cominciano ad indossare pantaloni e giacche diversi tra loro e i capelli sembrano essere più disordinati. Questa trasformazione si completa poi nel 1967 quando, con l’uscita di SgtPepper’s Lonely Heart Club Band” e di Magical Mystery Tour”, i Beatles alle loro prime esperienze con acidi e allucinogeni, diventano baffuti e trasformano il loro look prediligendo colori accesi e psichedelici, nelle famose divise militari e nei carnevaleschi vestiti delle due copertine. Il “White album” viene registrato nel periodo in cui i quattro ragazzi (specialmente George Harrison) si appassionano alla meditazione trascendentale in India con il maestro Maharishi Mahesh Yogi e propongono quindi tuniche e collane artigianali, in pieno stile indiano. Nei successivi anni, gli ultimi della loro carriera, i Beatles si preparano alla fine vestendo in maniera molto casual, il cambiamento più evidente sono i lunghi capelli e la lunga barba incolta, John comincia a indossare i suoi famosissimi occhiali rotondi. Nella loro ultima apparizione pubblica come gruppo, nel Rooftop concert, i ragazzi di Liverpool si presentano con stili differenti, conseguenza delle diverse strade professionali ormai intraprese. John ha i capelli molto lunghi ma è sbarbato e insieme con George indossa una vistosa pelliccia. Paul rispolvera un bel vestito scuro, senza cravatta, mentre Ringo con baffi e basette molto folte e lunghe indossa una sorta di giacca ad impermeabile di un rosso discutibile. 

Non è di certo in discussione il colore rosso delle maglie dei Reds, a prescindere dallo sponsor tecnico, simbolo di un club e di una città intera, tramandato di generazione in generazione, una seconda pelle per i tifosi e i giocatori del Liverpool. 

Simone Ferracci