
Il 30 luglio è una data che i tifosi del Newcastle e, in generale, gli amanti del calcio inglese difficilmente potranno dimenticare: il giorno in cui Alan Shearer, uno degli attaccanti più forti in circolazione in quel periodo, tornò a casa per vestire la maglia della sua squadra del cuore. I Magpies riuscirono a strappare quel meraviglioso attaccante a una folta concorrenza mondiale: l’avvocato Agnelli avrebbe fatto carte false per portarlo a Torino, ma fu il Manchester United a tentare di acquistarlo in maniera più convinta; Big Al rifiutò categoricamente la corte di Ferguson che, già in precedenza, aveva tentato di portarlo ai Red Devils. Era giunto il momento di tornare a casa, di giocare in quel paradiso architettonico e sportivo del St. James’ Park, un sogno per un ragazzo proveniente dalla working-class del posto; e così, anche grazie a Keegan, il Newcastle riuscì ad acquistarlo per 15 milioni di sterline, facendone all’epoca l’acquisto più costoso della storia.

L’acquisto di Shearer era, almeno nelle intenzioni, la continuazione di quel Newcastle degli Entertainers, che nella stagione ’95/96 andò a un passo dal titolo, salvo dilapidare un vantaggio di 12 punti sul Manchester United che alla fine si aggiudicò il titolo; la stagione ’96/97 si concluse con un altro secondo posto, sempre alle spalle del Manchester United. L’artefice principale di quella meravigliosa squadra, Kevin Keegan, diede le dimissioni e il suo posto fu preso da Dalglish, che dovette però fare a meno di Ginola e Les Ferdinand, i quali lasciarono la squadra.

La stagione ’97/98 fu con luci e ombre: la squadra faticò molto ma nonostante ciò si qualificò in Champions League e arrivò in finale di FA Cup, in cui ci fu la vittoria dell’Arsenal. La sensazione era che quella fantastica orchestra degli Entertainers avesse lasciato un vuoto incolmabile: Ruud Gullit, nonostante la finale di FA Cup persa ancora con lo United, fu disastroso nella gestione dello spogliatoio. Shearer fu sul punto di abbandonare la squadra per il pessimo rapporto con l’allenatore olandese, come dichiarato dallo stesso attaccante inglese. La svolta ci fu agli albori della stagione 1999/2000 quando Bobby Robson divenne il nuovo allenatore: 5 gol rifilati allo Sheffield Wednesday e siglati tutti dallo stesso Shearer riportarono entusiasmo e tranquillità nell’ambiente bianconero e arrivano giocatori di livello come Bellamy e Laurent Robert.
Nella stagione 2002/03 il Newcastle riesce in un’impresa incredibile in Champions League: inserito in un girone con Juventus, Feyenoord e Dinamo Kiev, i Magpies riuscirono a superare i gironi, perdendo le prime tre partite ma vincendo tutte le altre. L’anno dopo la squadra inglese non riuscì a superare un girone infernale con Barcellona e Inter; i ragazzi di Robson però si fecero valere in Coppa Uefa, in cui arrivarono in semifinale contro il Marsiglia che alla fine ebbe la meglio. L’esonero di Sir Bobby Robson, arrivato all’inizio della stagione successiva, è sicuramente l’inizio del declino dei Magpies, la cui storia recente è nota a tutti. Voglio, però, chiudere con un ricordo che mi strappa sempre un sorriso malinconico: la magnifica serata del St. James’ Park con l’amichevole tra i padroni di casa e il Celtic in onore di Shearer, il quale infortunato non poté giocare la partita ma entrò per segnare un rigore. Si ritirava così il miglior capocannoniere inglese di sempre e con lui finì anche una serie di anni in cui il Newcastle era una delle squadre di vertice.
di Gaetano Romano
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