di Simone Dell’Uomo
Il mercato chiuderà stasera alle 23 britanniche, la forte impressione è che ancora una volta non arriverà nessuno. Nessun attaccante, tanto per intenderci. La vera e propria richiesta di Mou al presidente Levy. Tante sollecitazioni, la richiesta di un target man, ma niente da fare. Il Tottenham voleva provare Piatek, ma chiaramente solo prestito. Niente da fare. Il Tottenham voleva Willian Josè: richiesta Sociedad troppo elevata. Il Tottenham ripiega su Giroud? Il Chelsea non lo voleva cedere chiaramente ad una diretta concorrente. E circolava pure negli ultimi giorni la suggestione Bale, il ritorno che quel popolo probabilmente aspetta più di ogni altro, rilanciata da diversi quotidiani come Times e Daily Mail, ma nessuna trattativa come ammesso da Barnett, l’agente del gallese. “Crap”, ha definito queste voci: inutile star qui a tradurvi. Zidane l’ha confermato: resterà al Real Madrid. I tifosi del Tottenham masticano amaro e chissà, possono fiorire i primi malumori. Niente di tutto ciò, almeno per il momento, molto intelligente (come sempre) il buon vecchio Mou ad apparire sereno e sorridente, schierandosi dalla parte del club, della società. Comprendendone dunque le difficoltà di mercato.
Bravo Mou a stemperare ogni tensione, furbo e furbastro, dall’alto della sua esperienza. Una carriera straordinaria, per qualcuno che ha vinto una marea incredibile di titoli, trofei, scudetti. Per decenni un top manager da grande squadra, da grandi campioni, abile forse come nessun altro a tirargli fuori il meglio, studiare l’avversario e batterlo, grazie al suo sopraffino occhi tremendamente lungo. Ma di fatto questo mercato di riparazione, in una annata difficile, tra un ciclo e l’altro, ha mostrato quello che Poch pensava sarebbe stato inevitabile: cambiare tanta gente, rivoluzionare, iniziare a costruire un nuovo ciclo. Già, un nuovo ciclo soprattutto pieno di giovani. Arrivato Bergwijn, partiti Rose ed Eriksen, come Trippier ora lontani parenti del grandioso e radioso ciclo Poch, che purtroppo non ha portato alcun trofeo a quelle latitudini. Ma Mou ha mai saputo plasmare un talento? Ha mai saputo plasmare talenti? Li ha mai saputi far diventare squadra? Forse solo al Porto, adesso è tutto da capire. Vi lasciamo a quest’interrogativo. Intanto gustiamoci la sua conferenza stampa.
JOSE SHOW Grosse e grasse risate in conferenza stampa pre Manchester City, anche perchè parliamo di uno dei tecnici più astuti e vincenti della storia di questo sport, uno definito “mago della comunicazione”, uno che annusa football da ogni poro. Uno che, in particolare, sa bene quale domande aspettarsi e come rispondere. E così grosse e grasse risate, proprio per questo, proprio perchè la prima domanda verteva naturalmente su argomenti come mercato e centravanti. “Vado subito al punto: non penso arriveranno nuovi acquisti – ride Jose (ndr) – Certo il mercato aperto, può succedere di tutto, ma non mi aspetto niente di nuovo. Avremmo avuto bisogno di un centravanti per avere una squadra migliore in vista delle sfide che ci aspettano, su tre fronti. Ma non era facile e vi spiego: vogliamo idee, giocatori ed elementi che possano fare al nostro caso non solo al momento, non solo per risolvere il problema del presente, ma soprattutto per il futuro. E’ difficile a gennaio trovare l’attaccante perfetto per risolvere queste questioni, perchè parliamo di una sessione molto difficile. Abbiamo pescato Bergwijn, proprio perchè pensiamo possa crescere e modellare il suo profilo a quello che vogliamo noi, al nostro futuro, al Tottenham Way tanto caro ai nostri sostenitori. Lui rappresenta il profilo perfetto per quello che stiamo costruendo, lui sì, ma al momento non siamo riusciti a trovare l’attaccante giusto”.
MOU VS PEP Domenica City. Il Man City. Battibile perhè lontano dal titolo. Forse pochi stimoli perchè già certo di uno dei primi tre posti, ma lontanissimo dal titolo, ormai chiaramente tutto in orbita Anfield. Man City in semiotica fa rima con Guardiola, mai un avversario come gli altri, probabilmente, mediaticamente, il nemico più grande della carriera di Mou. Ma Josè, da gran furbacchione, spegne anche qui ogni fuocherello e mostra sorriso: “Mi ricordo più i 3 anni che abbiamo condiviso a Barcellona che i nostri anni di battaglie calcistiche tra Barca e Inter, Barca e Real, City e United, ma sono sempre state gare tra club che tra me e lui, mai Josè contro Pep. Quella di domenica sarà solo una gara che voglio vincere perchè ho bisogno di punti. Top 4? Mah, in realtà vedo tante, ma tante squadre lottare non solo per le top 4 ma soprattutto per le top 6. Siamo tutte lì, vediamo come finirà”.
STOCCATE Poi, classic Josè, una doppia stoccata. Perchè proprio non ce l’ha fatto, qualche stoccata doveva partire: una ai giornalisti, una a Pep, tanto per cambiare. “Sono sorpreso che mi facciate questa domanda in occasione dell’unica volta in cui abbiamo qualche giorno in più di riposo rispetto agli avversari. Nessuno mi ha fatto questa domanda in occasioni di gare delicate come quelle coi Saints o col Chelsea.. in ogni modo, se devo essere onesto, sì, abbiamo avuto una bella settimana di lavoro, prevista e apprezzata. Ma non preoccupatevi, come ho sempre detto, Guardiola vanta due squadre di assoluto valore con grande panchina: gioca Walker? gioca Cancelo? Non c’è differenza, entrambi top players, tanto per fare un esempio”.
LO CELSO SHOW “Se devo essere onesto la decisione di prendere Lo Celso è stata presa da Mauricio, dal suo staff e dalla sua gestione. E probabilmente per affrontare un addio di Eriksen che prima o poi si sarebbe verificato. Ma all’inizio non giocava, nemmeno quando sono arrivato: ha iniziato a giocare, ha iniziato a giocare bene, ha mostrato tutto la sua multifunzionalità perchè riesce ad interpretare bene diversi ruoli. Ha fatto bene su campi complicati, come Watford o Southampton, e questo significa che s’è ambientato in un campionato dove non giocano tanti argentini, argentini che molto più spesso troviamo in Francia o Spagna. Non è solo un grande giocatore, è anche un gran bravo ragazzo.. e in questo club apprezziamo i bravi ragazzi. S’è meritato il riscatto”.
- Mou, una settimana e si riparte: col Man United come una finale - Giugno 12, 2020
- Ecco perchè il Tottenham può tornare prepotentemente in corsa Champions - Giugno 5, 2020
- Kane, quale futuro? Ecco perchè resterà bandiera del Tottenham - Maggio 29, 2020




