Le tre cose che abbiamo imparato da Burnley-Tottenham 1-1

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Photo by Getty Images

di Simone Dell’Uomo

Un punto a testa che toglie pressione e pioggia di critiche a Mourinho ma che non riavvia classifica ne’ campionato del Tottenham. Un punto che chiude e fortifica una salvezza brillantemente archiviata per un Burnley che, vista la gara, poteva forse osare qualcosa in più. Bene i Claret&Blue del Lancashire a buttar giù in avvio il muro di Mourinho grazie al sigillo dell’ariete Wood, Burnley che domina tutta la prima frazione non solo quantitativamente e fisicamente, ma pure qualitativamente. Turnover per Lucas e Lo Celso, turnover forzato per le ultime energie rimaste e Tottenham inesistente. Nella ripresa i due entrano e cambiano un minimo le carte in tavola: sciocchezza di Mee in avvio e rigore trasformato da Alli. L’errore del Burnley è proprio quello di rimanere a bocca aperta, partita dominata e concesso l’1-1 a freddo: per questo escono fuori gli Spurs, un minimo di ciò che sono rimasti, con qualche buona trama e tante palle inattive che però si infrangono sul muro di Pope e compagni. Il rammarico del Burnley è proprio quello di non aver saputo reagire all’episodio sfavorevole e non esser riuscita a battere un avversario, di questi tempi, bocconcino agevole per chiunque.

FORMAZIONI E TABELLINO

Burnley 442: Pope, Bardsley Tarkowski Mee Taylor, Hendrick (89’Lennon)Cork Westwood McNeil, Rodriguez (68’Vydra) Wood

Tottenham 433: Lloris, Tanganga Sanchez Alderweireld Vertonghen, Skipp (46’Lucas)Dier Ndombele (46’LoCelso), Lamela (78’Aurier) Alli Bergwijn.

Il migliore Wood Ariete vero, centravanti che garantisce sempre prestazione, esperienza, fisicità, gol pesanti e sicurezza. Quando ne hai bisogno, risponde sempre presente.

LE TRE LEZIONI IMPARATE 

1)Stupisce quanto e come il Burnley, come spiegato, abbia reagito (o meglio, non abbia reagito..) all’errore di Mee col conseguente pari di Alli. Anche perchè questo Tottenham poteva esser battuto e soprattutto pure sorpassato. Ma resta da sottolineare quanto a questa squadra manchi Barnes, mezza punta formidabile, non solo per temperamento, numeri e statistiche, ma soprattutto per come lega l’ariete al centrocampo. In ogni modo, Burnley salvo, salvissimo, realtà e club solidissimo.

2) Un punto che spegne critiche forti piovute a Mourinho nei prossimi giorni (sinceramente, c’è ancora da capire quanto e come questo manager sia adatto a crescere e plasmare un nucleo di giovani, come fece Pochettino) ma che non cambia la classifica ne’ campionato del Tottenham. Un Tottenham che comunque, per qualche strano segno del destino, resta ancora in corsa Champions, pure se domani il Chelsea dovessere vincere. Una delle ultime ormai, sì, ma pur sempre del carro europeo.

3) Far rifiatare Lucas, Lo Celso e Aurier era d’obbligo, il buon Mou non poteva fare altro. Ma Bergwijn, a dispetto delle premesse, fatica ad imprimere il suo marchio. Ndombele, con tutti i problemi fisici, è la brutta copia. Skipp ancora troppo acerbo, Sanchez e Tanganga a tratti tatticamente imbarazzanti. Alli, a dispetto del rigore e della buona ripresa, è la brutta copia di se’, persi prima Eriksen poi Kane. Lamela troppo fumo e poco arrosto, malgrado il rigore conquistato. Un pochino come gli ultimi 7 anni a questa parte.

Simone Dell’Uomo