Le tre cose che abbiamo imparato da Tottenham-Liverpool 0-1

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di Simone Dell’Uomo

Vince e conquista altri tre punti importanti il Liverpool di Jurgen Klopp, nella sua corsa, ormai s’è capito, contro ogni record. Lo fa grazie al gol di Firmino nel primo tempo, lo fa soprattutto contro Mourinho, sul prestigioso campo del Tottenham. Un Tottenham però, bisogna dirlo, decimato. Senza Kane, Lloris, Sissoko, Ndombele. Palo e salvataggi sulla linea in un primo tempo sfavillante, di ritmo, fraseggio stretto, basso e veloce, tremendamente Reds. Poi il gol di Bobby nel finale, d’alta, d’altissima scuola. Nella ripresa Mourinho segue il paradosso di Gianni Brera, difende la sconfitta, il Liverpool forse sazio di tutti questi successi e di un primato saldissimo arriva troppo soft al tiro e non chiude la gara. Gara che nel finale vede il sussulto prima e il gran ritorno poi degli Spurs: almeno 3 palle gol clamorose, fallite da Son, Lo Celso e Lucas rispettivamente. Gran finale, proprio quello da cui un Mou in ginocchio dovrà ripartire. Al triplice fischio s’abbracciano Bobby e Jurgen, il Liverpool conquista altri tre punti, prosegue a vele spiegate verso quello che, faranno gli scongiuri i tifosi dei Reds, è un titolo strameritato 30 anni dopo.

FORMAZIONI E TABELLINO

Tottenham 3412: Gazzaniga, Tanganga Alderweireld Sanchez, Aurier Winks Eriksen (69′ LoCelso) Rose (69’Lamela), Alli, Lucas Son

Liverpool 433: Allison, Arnold Van Dijk Gomez Robertson, Chamberlain (61′ Chamberlain) Henderson Wijnaldum, Salah (90′ Shaqiri) Firmino Manè (81’Origi)

Il Migliore Firmino Decide lui, il premio va proprio a lui. Andrebbe a tutti, ma non sono solo i movimenti di Bobby a scrivere pagine radiose di storia Reds, bensì altresì pure la sua personalità. Il suo spessore. Perchè se ormai da anni è chiaro che viene incontro ai centrocampisti aprendo gli spazi alle due terribili alette, va detto che lo fa con personalità. E che incide, con personalità. E che segna gol pesanti, con personalità. Grandissima partita di Salah: giocate d’alta scuola, pericolissimo come sempre, stavolta meravigliosamente altruista. Spunti del solito Manè, centrocampo fortissimo, difesa con alcune disattenzioni ma sempre guidata egregiamente dal solito Van Dijk.

Marcatori: 39′ Firmino

LE TRE COSE CHE ABBIAMO IMPARATO

  1. Abbiamo ampiamente detto e ridetto e meravigliosamente tessuto le lodi di un Liverpool lanciato a vele spiegate da solo contro ogni record. Perchè il tempo è galantuomo e la grandezza di questa squadra è tale da non essersi arresa dopo gli incredibili punti conquistati senza ottenere nulla lo scorso anno, galvanizzati dalla Champions, andare forti verso una Premier mai cosi meritata.
  2. Il Liverpool esprime trame velocissime. C’è chi dice che gioca bene, per carità, ottime trame, ma questo Liverpool passerà alla storia per dinamismo, velocità d’esecuzione, orchestra non esteticamente perfetta ma tremendamente cattiva, concreta, un rullo compressore straordinario
  3. Ode a Mourinho. Stavolta sì. Perchè da grande tattico ha capito che il Tottenham, con umiltà, doveva difendersi contro una squadra più forte di lei. Senza andare in crisi. Difendere per cercare maggior fortuna nel finale, quando le palle gol sarebbero arrivate. E sono arrivate! Salvo poi non sfruttarle. Splendido il pubblico del Tottenham Hotspur Stadium che applaude i propri beniamini per l’impegno profuso, nonostante la sconfitta. E’ mancato un briciolo di cattiveria, di malizia negli ultimi metri, ma anche di fortuna. Mourinho è sempre stato quello che con malizia otteneva risultati senza meritarselo chissà quanto. Stavolta invece dovrà ripartire da qui, da una grande, nel senso positivo, grande sconfitta. Onorevole. E comunque andrà questa stagione (ormai a 9 punti dal Chelsea quarto, stagione compromessa), questo club tornerà a competere a livelli straordinari, qualcosa di meravigliosamente assaggiato durante la radiosa e pluriennale epoca Pochettino.

 

Simone Dell’Uomo