Ci sono centinaia, forse migliaia di derby in giro per il mondo del calcio. Esistono derby fomentati dalla vicinanza geografica tra due squadre, ce ne sono altri alimentati da fatti storici collaterali. E poi ci sono quelle rivalità che nascono per entrambe le motivazioni: vicinanza geografica e motivazioni extra-campo. Il Merseyside Derby rientra nella fattispecie. Uno dei derby più longevi, passionali e coinvolgenti che il mondo del football ricordi. Non c’è Liverpool senza Everton, e non c’è Everton senza Liverpool.
Da dove nasce la rivalità

L’indirizzo è il 65 di Walton Lane, nella zona nord della città di Liverpool. Qui sorge la Stanley Park Church, che qualche mese fa abbiamo descritto come l’incrocio del calcio a Liverpool. Da un lato Walton Lane, dall’altro Anfield Road. Da questa scelta passano circa 125 anni di rivalità, cominciata il giorno in cui John Houlding decide di uscire dal consiglio direttivo dell’Everton per fondare il proprio club ad Anfield. Così l’Everton Football Club, che per 14 anni gioca ad Anfield (caso non unico nella storia del calcio inglese, pensiamo allo Sheffield Wednesday che per qualche anno gioca a Bramall Lane prima di trasferirsi a Hillsborough), si trasferisce alla fine di Goodison Road, a Walton, in quello che ancora oggi è Goodison Park.
Il Merseyside Derby in campo
Il derby fra Everton e Liverpool è il più longevo nella storia del campionato inglese. Dal 1962 il match si gioca ininterrottamente in prima divisione, con una netta prevalenza di vittorie del Liverpool dalla fine degli anni ’60 in poi. In precedenza, i Toffees erano la squadra più titolata del Merseyside e una delle più titolate d’Inghilterra. Nessun campionato di prima divisione si è mai disputato senza almeno una delle due squadre in campo. Merito soprattutto dell’Everton, membro fondatore della Football League nel 1888 e retrocesso in seconda divisione soltanto in due occasioni, e per brevissimo tempo. Insieme hanno vinto 27 titoli in campionato, rendendo Liverpool la città più vincente del calcio inglese.
Mattatore assoluto della sfida è stato per lungo tempo Dixie Dean, capace di segnare 350 gol per i Toffees, di cui 19 contro il Liverpool. Una leggenda per il club di Goodison Park, che anni dopo i suoi record gli ha tributato una statua a pochi passi dal prato verde. Negli anni ’60 poi il Liverpool risorge dal pantano della seconda divisione, tornando in auge grazie a Bill Shankly. Grazie al manager scozzese i Reds vincono sia in FA Cup che in campionato. L’Everton fa lo stesso, contribuendo a scolpire la leggenda di Liverpool nella storia del football.
Da lì in poi è grande Liverpool: Shankly, Paisley, Fagan (curiosamente originario di Walton, la zona in cui sorge Goodison Park). Il terrore delle difese di mezza Europa per tutta la prima metà degli anni ’80 è rappresentato da Kenny Dalglish e Ian Rush. Quest’ultimo ha una particolare predisposizione a gonfiare la rete contro gli arcirivali in blu. Nel novembre 1982 i Reds vincono 5-0 a Goodison Park e il numero 9 segna 4 gol, segnando il record dalla fine della II Guerra Mondiale per maggior numero di gol in un Merseyside Derby. A fine carriera, nel 1996, saranno 25 i gol segnati in tutte le competizioni dal gallese contro i Toffees, ad oggi un record ogni epoca.
Da Kendall a Origi, passando per Gerrard
Nel 1981 l’Everton assume Howard Kendall. Il manager nato sulle sponde del Tyne, a un tiro di schioppo da Newcastle, riesce persino a superare i fasti di vent’anni prima. Smaltito il momento difficile del derby del 1982, Kendall porta i Toffees a vincere due titoli in campionato, una FA Cup, una Coppa delle Coppe e tre Charity Shield nel giro di quattro anni. Tra il 1984 e il 1985 gli uomini in blu soffieranno ai rivali Charity Shield e titolo di campioni d’Inghilterra.
Nel 1986 i Reds si vendicano completando il double ai danni dei rivali, vincendo sia la FA Cup nella prima finale targata Merseyside sia il campionato. Ai Toffees non basta un Gary Lineker da 30 gol in campionato e scorer anche in finale di coppa. Quella partita segnerà anche la vita di un bimbo di 6 anni, che da quel momento vedrà solo rosso. Si chiama Steven Gerrard, ne risentiremo parlare.
Segue un altro titolo dell’Everton, ma da quel momento i Reds finiranno davanti ai Toffees per diciassette stagioni consecutive, prima che nel 2005 il Liverpool vinca la Champions League ma si faccia soffiare il quarto posto dall’Everton di David Moyes. Nel 2010 poi l’Everton vincerà grazia a Tim Cahill e Mikel Arteta l’ultima partita contro i rivali. Due anni dopo il Liverpool farà il pieno tra campionato e semifinale di FA Cup. Ad Anfield Steven Gerrard segnerà una tripletta, diventando il più prolifico marcatore nella storia del Merseyside Derby in Premier League. A Wembley, qualche mese dopo, sarà addirittura Andy Carroll ad eliminare i Toffees, che nelle prime fasi della partita erano passati in vantaggio con Nikica Jelavic.
Negli ultimi anni Divock Origi è stato il marcatore più prolifico. Tra il 2016 e il 2019 il belga ha segnato ben 5 gol, incluso il pazzo game winner nel dicembre 2018 al 95′. Il 5 gennaio 2018 Virgil van Dijk ha segnato al debutto nel terzo turno di FA Cup, eliminando i Toffees. Due anni esatti dopo, nella stessa partita, Curtis Jones diventa il più giovane marcatore nella storia del Merseyside Derby dai tempi di Robbie Fowler (i due vengono anche dalla stessa zona di Liverpool). Il nativo di Toxteth spara un destro a giro all’incrocio, imparabile per Pickford.

Una volta che la Premier League tornerà a giocare, Everton-Liverpool sarà il primo match che si giocherà. Chissà che non sia anche un match storico, considerando che i Reds potrebbero festeggiare il titolo proprio nello stadio dei rivali di sempre.
The friendly derby
I due stadi sono molto vicini, considerando che distano meno di un miglio e sono separati esclusivamente dalla cornice verde di Stanley Park. Al contrario di altri derby giocati in Inghilterra, non c’è una divisione politica o religiosa tra le due tifoserie. La città di Liverpool è storicamente laburista, senza alcuna divisione particolare fra gli abitanti. Più o meno simile la situazione in ambito religioso: negli anni ’50 e ’60 comincia a diffondersi l’idea che l’Everton sia il club cattolico, dato il successo dei giocatori irlandesi in rosa, mentre il Liverpool viene considerato il club protestante considerando il folto gruppo di scozzesi in squadra. Dubbi dissipati dalla fine degli anni ’70, quando i Reds acquistano Ronnie Whelan, irlandese, che in rosso vincerà 17 trofei in 15 anni di militanza. Tutti questi motivi contribuiscono a definire il Merseyside Derby il friendly derby.
Da ricordare anche la campagna contro il Sun, che ha sempre unito le due tifoserie. Nel 1989, quando si concretizza la strage di Hillsborough, i tifosi dell’Everton si stringono insieme ai rivali di sempre in un abbraccio verso le 96 vittime. Ne scaturiscono atti di solidarietà dei Toffees nei confronti dei Reds, come ad esempio l’esibizione di manifesti con scritto Don’t Buy the S*n durante la semifinale di FA Cup a Wembley nel 2012. Rivali, ma vicini.
di Daniele Calamia
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