Un mese dal primo match post-lockdown: come cambia la Premier League

Sono passati 30 giorni esatti dalla prima partita di Premier League dopo il lockdown dovuto al coronavirus. Tanti i cambiamenti, altrettanti i verdetti

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Un mese esatto dalla ripresa, da quel match tra Aston Villa e Sheffield United al Villa Park già consegnato alla storia. Non tanto per il risultato, uno scialbo 0-0 in cui la tecnologia ha incredibilmente smesso di funzionare non assegnando un clamoroso gol alle Blades, bensì per tutte le polemiche che la Premier League si era trascinata dietro in tre mesi di lockdown (proprio i Villains avevano chiuso il campionato il 9 marzo a Leicester). Sette le partite già messe alle spalle tra giugno e luglio, due per completare un campionato che ha già emesso dei verdetti importanti.

Sul tetto d’Inghilterra dopo 30 anni

Instabul, Madrid, Dortmund, Cardiff, Londra. Il Liverpool negli ultimi decenni ha vinto diversi trofei: la Champions League, la Coppa UEFA, più una serie di coppe nazionali. Solo quel maledetto titolo di campione d’Inghilterra sembrava irraggiungibile. Fowler, McManaman, Owen, Gerrard, Carragher, Reina. Una serie di campioni che per tantissimi anni avevano vestito la maglia rossa senza riuscire a riportare i Reds sul tetto d’Inghilterra.

 

Finalmente questo nucleo di calciatori ce l’ha fatta. Da Firmino a van Dijk, da Alisson a Salah passando per i terzini e per un centrocampo ormai decisivo. Non possiamo non inserire anche Jurgen Klopp nel nostro discorso: il titolo non passa anche da lui, il titolo è lui. La sua tenacia, la sua incredibile capacità tattica, tutto è stato oro colato per questi Reds. Che ora, per bocca di un campionissimo del passato come Phil Thompson: «sono diventati immortali».

Una bellissima lotta per l’Europa

In questo mese post-lockdown sono due i gruppetti formatisi in zona Europa in Premier League: uno per la corsa Champions, l’altro per l’Europa League. Chelsea, Leicester, Manchester United si giocano due posti in tre. Wolverhampton, Tottenham, Sheffield United e Arsenal due in quattro. Un po’ in crisi il Leicester, autore di un pessimo 2020 che lo vede fortemente in bilico per un posto tra le prime quattro vista la risalita poderosa del Manchester United, guidato dalla stella del futuro Mason Greenwood.

Mason Greenwood (qui contro il Bournemouth) ha messo a segno 8 gol quest’anno. Photo by Getty Images

Dall’altro lato gran mese di luglio da parte dello Sheffield United, che dopo un mese di giugno dove sembrava aver tirato i remi in barca ha messo in fila 10 punti con quattro dirette avversarie: Burnley, Tottenham, Chelsea e Wolves, prima di capitolare contro il Leicester nella serata di giovedì 16 luglio. Risale l’Arsenal, che nega i 100 punti al Liverpool e si rimette disperatamente in corsa per un piazzamento europeo. Al passo anche gli Spurs, anch’essi con 10 punti in quattro partite che li proiettano in posizione favorevole per la qualificazione europea.

Molto del destino di queste squadre verrà deciso dal Leicester, che nelle ultime due affronterà Tottenham e Manchester United. Di fatto le Foxes hanno il destino nelle proprie mani.

Il Leicester ha ottenuto una vittoria fondamentale contro lo Sheffield United, che potrà avere forti ripercussioni sulla zona Europa per entrambe le squadre. Photo by Getty Images

 

Relegation zone quasi delineata

Alla ripresa delle operazioni dopo il lockdown sei squadre si giocavano tre posti per rimanere in Premier League: Norwich (seppure con una flebile speranza), Bournemouth, Aston Villa, Watford, West Ham e Brighton.

Punti pesantissimi con squadre di alta fascia hanno permesso alla squadra di Graham Potter di tirarsi fuori dai guai già nei primissimi giorni di luglio, situazione diversa per le altre. Se il Norwich non ha ancora conquistato un punto dalla ripresa, certificando la propria retrocessione in un brutto 0-4 interno contro il West Ham, gli avversari hanno fatto incetta di punti, dopo aver già perso un altro scontro fondamentale contro il Watford.

Il Watford contro il Norwich ha aggiunto ulteriori punti alla sua rincorsa verso la salvezza. Photo by Getty Images

Proprio gli Hammers, insieme agli Hornets, hanno racimolato punti fondamentali e sono saliti quasi in zona sicurezza (mentre scriviamo West Ham e Watford si apprestano a uno scontro diretto fondamentale nel giro di cinque ore). Bournemouth e Aston Villa hanno invece perso diverse occasioni utili (l’ultima in Everton-Aston Villa, dove Walcott ha evitato la vittoria dei Claret and Blue negli ultimi cinque minuti). Le ultime due retrocesse sembrano perciò già segnate, a meno di clamorosi stravolgimenti.

Sanzione che vieni, sanzione che vai

Gran notizia per il Manchester City negli ultimissimi giorni: il TAS di Losanna ha ufficialmente rimosso qualsiasi squalifica in relazione alla violazione delle norme sul Fair Play Finanziario, che secondo la UEFA non era stato rispettato da parte dei Citizens nel periodo compreso fra il 2012 e il 2016.

I Citizens pagheranno solo un terzo della multa inizialmente comminata, ma soprattutto potranno liberamente partecipare alla Champions League nei prossimi due anni. Sospiro di sollievo per Guardiola, che a questo punto potrebbe tranquillamente rimanere a Manchester.

 

I nuovi arrivati nella Premier League dopo il lockdown

Ieri è stato il giorno del primo allenamento di Hakim Ziyech, nuovo acquisto del Chelsea. A lui si aggiungerà Timo Werner, ufficializzato nella seconda metà di giugno dopo un corteggiamento del Liverpool tiratosi indietro sulla linea del traguardo. I Blues puntano anche Havertz, pensando nel frattempo a rinunciare agli esosi ingaggi di Willian, Kante e Giroud. Sarà molto attivo anche l’Arsenal, che potrebbe vendere Aubameyang e David Luiz per risistemare la difesa e puntellare l’attacco.

di Daniele Calamia

Daniele Calamia