Che fine ha fatto Elano? Le stagioni al Manchester City e poi…

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Bentornati cari amici di PassionePremier con il nostro appuntamento settimanale, che ogni martedì ci accompagna in un viaggio speciale alla scoperta di calciatori che hanno, in un modo o nell’altro, lasciato la propria impronta sul calcio inglese che tanto amiamo: ‘che fine ha fatto’. Oggi andremo alla scoperta di Elano.

Elano Ralph Blunner, nato nel comune di Iracemapolis in Brasile il 14 giugno 1981,  è stato protagonista di una carriera davvero intensa percorsa tra diversi continenti; scopriamola insieme.

Elano inizia la sua carriera da professionista nel mondo del calcio proprio in Brasile all’Internacional, anche se il vero e proprio salto di qualità il talento brasiliano lo ha fatto andando a giocare al Santos, club nel quale diventa presto una pedina fondamentale per la squadra.

Il 2 febbraio 2005 si affaccia finalmente all’Europa venendo acquistato per circa 7 milioni di euro dallo Shakhtar Donetsk; anche qui, non sfigurerà affatto.

Il 2 agosto 2007 si trasferisce al Manchester City, spostandosi quindi in Inghilterra, fortemente voluto dall’allora tecnico dei Cityzens, Sven-Goran Eriksson.

Dopo una serie di alti e bassi nel biennio passato in Inghilterra, il brasiliano si trasferisce al Galatasaray in un avventura che, però, dura davvero poco. Così torna in Brasile, il 2 dicembre 2010, al Santos. Le altre avventure brasiliane, intraprese al Gremio e al Flamengo, non si conclusero granché bene.

E così finì a giocare in India con il Chennai Titans, nella quale conquista pure il titolo di capocannoniere, grazie ad otto gol messi a segno in 11 partite.

L’ultima esperienza da calciatore prima del ritiro fu proprio al Santos, come a rappresentare un ritorno alle origini, un addio romantico. Nel suo Brasile, facendo quello che amava fare di più: giocare a calcio.

CHE FINE HA FATTO ELANO

Elano, ex calciatore del Manchester City, oggi è l’allenatore dell’Internacional, squadra che lo ha lanciato nel mondo del calcio. Insomma, un addio ai campi di gioco che non è proprio un addio…