“Il mio nome è Josep e faccio l’allenatore”

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Josep Guardiola, allenatore del Manchester City, ieri è riuscito a conquistare una vittoria a dir poco fondamentale nel match stellare giocato al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid, valido per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. Al vantaggio di Isco hanno risposto le reti di Gabriel Jesus e Kevin De Bruyne, con quest’ultimo che ha saputo sfruttare alla perfezione un calcio di rigore assegnato nei minuti finali del match. Proprio in Champions e proprio contro i Blancos è arrivato un successo incredibile che in un solo colpo ha spazzato via polemiche e programmi futuri oltre ad aver centrato storie e destini che, ancora una volta, si sono incrociati. Sì, ma quali?

“IL MIO NOME E’ JOSEP E FACCIO L’ALLENATORE”

“Il mio nome è Josep e faccio l’allenatore”. Non è una citazione, non sono parole nemmeno di Guardiola. E’ solo una semplice rivisitazione puramente personale di una canzone del grande cantante italiano Lucio Dalla che nel 1996 dedicò ad Ayrton Senna, icona della F1, un pezzo chiamato “Ayrton”. Certo, il protagonista è diverso e pure la disciplina cambia, ma non il senso del discorso che ci siamo permessi di affrontare. Pep come Ayrton, amato e criticato, ha saputo perdere e vincere, cadere e rialzarsi più volte senza alcun timore, da essere umano qual è. Esatto, perché questo è il tecnico catalano. Un uomo prima di un professionista esemplare, un allenatore che probabilmente sta affrontando una delle stagioni più difficili della sua carriera. E allora? E allora è curioso come la vita, il calcio e il destino sanno incrociarsi in un intreccio che noi chiamiamo ‘storie’ ma che altri preferiscono chiamare semplicemente ‘casualità’.

E a proposito di storie, ne è passato di tempo da Barcellona. Lo sappiamo bene noi, lo sa bene Guardiola, ma lo sa anche il Real Madrid. L’ex tecnico blaugrana i Blancos li conosce bene. sempre affrontati da rivale, in tanti anni di carriera i confronti fra il club madrileno e Pep sono innumerevoli e sempre pieni di colpi di scena. Vittorie, sconfitte, pareggi, ma anche polemiche hanno giocato un ruolo da protagonisti tra un mare di parole e un tuffo carpiato fra le emozioni uniche di una sfida infinita. E tutto questo insieme di fattori, in un libro pieno di pagine di una memoria mai svanita, ci fanno sempre più convincere: come può essere una casualità un successo contro i Blancos nel momento più difficile?

Poco importa certo, soprattutto contro la squadra allenata da Zidane. E in vista del match di ritorno a Manchester, che potremmo benissimo definire la seconda parte di una finale anticipata, sarà una guerra. Ma dopo una stagione come questa di una cosa siamo certi: i Cityzens hanno già l’elmetto in testa.

“Il mio nome è Josep e faccio l’allenatore. E corro veloce per la mia strada, anche se non è più la stessa strada, anche se non è più la stessa cosa “.

Di Christian Camberini