Kieran Trippier sotto accusa da parte della FA

Il terzino destro dell'Atletico Madrid Kieran Trippier si trova da oggi sotto accusa da parte della FA. La sua colpa: presunto calcioscommesse...

0
842
Photo by Getty Images

Kieran Trippier, terzino della nazionale inglese, è stato oggi accusato da parte della Football Association. Il giocatore ha fino al 18 maggio per fornire una risposta. L’accusa al 29enne ex Tottenham e Burnley, oggi all’Atletico Madrid, riguarda un fatto risalente all’estate scorsa, nelle settimane del suo passaggio ai Colchoneros.

Cosa ha combinato Trippier

L’ex Spurs avrebbe, in buona sostanza, scommesso a favore del proprio trasferimento in Spagna. Da qui si muove l’azione investigativa della federazione inglese, che di conseguenza indaga su una possibile violazione delle proprie norme sul calcioscommesse.

«Nei mesi scorsi ho totalmente collaborato con la federazione, su base assolutamente volontaria, per risolvere la questione e continuerò a farlo» ha dichiarato Trippier. «Vorrei chiarire che sono un calciatore professionista. Non ho piazzato nessuna scommessa riguardante il mondo del calcio, né ho ricevuto alcun guadagno personale da altre scomesse».

Trippier prima della finale di Champions League 2019 di Madrid, nello stadio in cui oggi gioca con l’Atletico Madrid. Photo by Getty Images

Le regole della FA sulle scommesse

La Football Association ha spiegato che l’accusa si riferisce al fatto che:

  • un giocatore non può scommettere, sia direttamente che indirettamente, né favorire o invitare nessun individuo a scomettere sul a) il risultato o qualsiasi altro elemento connesso ad un match o una competizione calcistica, né su b) qualsiasi altra situazione nel mondo riguardante il football, inclusi, a titolo esemplificativo, il trasferimento dei giocatori, l’assunzione o il licenziamento di un manager, la scelta delle formazioni durante una partita ed eventuali questioni disciplinari.

Inoltre:

  • un giocatore non può riferire a nessun altro individuo alcuna informazione riguardante il calcio di cui sia a conoscenza in virtù della sua posizione professionale e che, di conseguenza, non sia pubblicamente nota in quel momento. Il giocatore in questione starebbe violando la regola qualora, a seguito della comunicazione ad altro individuo, quest’ultimo la usasse per scommettere, o per qualsiasi attività connessa ad una scommessa.

La situazione è dunque molto particolare. In caso di conferma dell’accusa il terzino britannico rischia una condanna, con annessa squalifica, piuttosto lunga.

di Daniele Calamia

Daniele Calamia