
Leeds e Manchester United danno vita al Roses Derby, rivalità calcistica etichettata dal Daily Telegraph come “la più intensa e inspiegabile del calcio inglese”. Questo scontro, chiamato in alcuni casi anche Pennines Derby, ha prodotto negli anni scontri intensi, tesi e sempre al limite, provando anche spiacevoli episodi tra gli hooligans. Ripercorriamo la storia di questa rivalità calcistica, che affonda le sue radici in antiche questioni storiche.
LA GUERRA DELLE DUE ROSE E LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
L’ostilità tra Leeds e Manchester nasce nel contesto della Guerra delle due rose, la sanguinosa lotta dinastica combattuta in Inghilterra tra 1455 e il 1485 tra i Lancaster e gli York, due rami diversi della casa regnante dei Plantageneti. In questo contesto bellico a pochi chilometri da Leeds ci fu la battaglia di Towton, definita la più sanguinosa battaglia d’Inghilterra. Questa guerra intestina sta quindi alla base della rivalità tra Red Devils e i Peacocks; da una parte il Leeds con il suo kit bianco, che ricorda la rosa dello Yorkshire, e dall’altra il rosso Manchester United, che si ispira alla rosa rossa del Lancashire.
Durante la rivoluzione industriale, tra il XVIII e il XIX secolo, l’astio tra Leeds e Manchester crebbe ulteriormente. In una fase impressionante di crescita economica le due città si scontrarono per il dominio economico del nord d’Inghilterra, grazie alla prosperosa industria della lana di Leeds e quella del cotone di Manchester.
BUSBY VS REVIE E IL TITOLO DEL ’92
Leeds e Manchester United si affrontarono per la prima volta nel gennaio del 1906 nell’antico impianto di Bank Street di Manchester: di fronte a 6000 tifosi il Leeds vinse con un netto 3-0, ma nel ritorno i Red Devils uscirono vincitori ad Elland Road con un 2-1. Fu soprattutto dopo la seconda guerra mondiale che le due squadre riuscirono a imporsi definitivamente nell’Olimpo del calcio inglese; il merito è di due allenatori che, per quanto diversi, rappresentano due icone: Matt Busby e Don Revie.
Il primo arrivò allo United nel ’45, riuscendo a plasmare una squadra meravigliosa, i Busby Babes, che negli anni ’50 e ’60 vinse in campo nazionale e internazionale; squadra che fu drammaticamente ridotta dal disastro aereo di Monaco di Baviera del ’58. Da quel dramma sopravvisse Bobby Charlton e sarà proprio lui la guida di una squadra di fenomeni, che poteva contare su Denis Law e un certo George Best e che arriverà alla vittoria della Champions League nel ’68. Dall’altra parte, dopo il ritiro dal calcio giocato Don Revie divenne allenatore dei Peacocks nel ’61. Il manager inglese costruì una squadra con giocatori come Jack Charlton, Billy Bremner e Norman Hunter, venuto a mancare proprio in questi giorni; una squadra dura e sporca, calcisticamente parlando.
Le due squadre, contraddistinte da due filosofie opposte, si affrontarono molte volte, dando vita a scontri violenti e intensi, come dimostra la celeberrima immagine del pugno che Jack Charlton rifilò a Denis Law. Leeds e Manchester United si imposero come due delle migliori squadre del paese tra gli anni ’60 e ’70. Nella stagione ’91-92 ebbe luogo un lungo duello per il titolo, alla fine del quale prevalse il Leeds di Cantona che staccò di 4 punti i Red Devils.
CANTONA E SMITH: STORIA DI TRADIMENTI
Uno degli artefici principali del titolo del ’92, Eric Cantona, fu venduto proprio al Manchester United per 1.2 milioni di sterline, suscitando lo scalpore generale dei tifosi del Leeds. Impossibile dimenticare il caso Alan Smith: nonostante le semifinali di Champions della stagione 2003-04, i Peacocks alla fine della stagione sorprendentemente retrocessero; il local boy, nonostante avesse dichiarato più volte che non si sarebbe mai trasferito allo United, passò nell’estate del 2004 ai Red Devils e anche in questo caso i tifosi del Leeds si sentirono traditi.
LA PIAGA DEGLI HOOLIGANS
Negli anni ’70 questa rivalità si macchiò purtroppo di sangue con i violenti scontri tra il Leeds United Service Crew e la Red Army, due dei gruppi hooligan più violenti di sempre. Molte persone furono ferite in questi sconti, anche se il fenomeno si placò a fine anni ’70 anche grazie alla generale riduzione del teppismo.
di Gaetano Romano
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