Le tre cose che abbiamo imparato da Tottenham – Olympiakos 4-2

0
141

di Simone Dell’Uomo

In rimonta, in grande stile, il Tottenham batte 4-2 l’Olympiakos e stacca matematicamente il pass per gli ottavi di Champions. Passa come seconda, Bayern in scioltezza a Belgrado. Vibrante Mourinho, brinda al meglio il debutto nel Tottenham Hotspur Stadium: assaporato il dolore, assaporata la paura, assaporata soprattutto la gioia, incontenibile. Come non lo vedevamo da tempo: quanto gli è mancata la panchina, quanto gli piace questa sfida!

LA GARA Soliti problemi nel corso del primo tempo. Piccola fobia da New Stadium, quest’anno colpevolmente terra di conquista per gli avversari. Mou non ha la bacchetta magica e sperimenta coi suoi occhi tutti i problemi difensivi: Rose debole, Winks protegge poco e perde palloni banali, l’Olimpiakos castiga due volte con El Arabi e Semedo. Cala il gelo al Tottenham Hotspur Stadium e Mou corre ai riparti: non c’è più niente da difendere, fuori Dier e dentro Eriksen. Nel finale di primo tempo il gol che cambia la partita: figuraccia ospite, Alli deposita a porta vuota. Nella ripresa sotto la propria curva è grande Tottenham, che ritrova quell’Envy col proprio pubblico di cui Josè parlava in sala stampa. Pareggia Kane, gran diagonale, grande assist di Lucas Moura. Insiste e insiste, alla fine da destra trova un destro che ricorda quello di Leicester, soluzione balistica importante del ragazzo probabilmente più rilanciato da Mourinho. Vento in poppa, punizione tagliata di Eriksen, sfiora Kane e palla in rete: doppietta dell’uragano, forse sì, forse no. Da lì in poi pura accademia. Era importante tornare a vincere pure in casa, qualificazione in cassaforte.

TABELLINO

Tottenham 4231: Gazzaniga, Aurier Sanchez Alderweireld Rose, Dier (29′ Eriksen) Winks, Lucas (61′ Sissoko) Alli (83′ Ndombele) Son, Kane

Olympiakos 433: Sa, Elabdellaui Semedo Meriah Tsimikas, Camara Guilherme Bouchalakis (74′ Valbuena), Podence (78′ Randjelovic) El Arabi (85′ Guerrero) Masouras

Marcatori: 6′ El Arabi, 19′ Semedo, 45′ Alli, 50′ Kane, 73′ Aurier, 77′ Kane

Il migliore Kane Sta recuperando la forma migliore, e si vede. Mou l’ha eletto centravanti più forte d’Inghilterra, un matrimonio perfetto, l’uragano sa bene che con lo Special One può finalmente coronare il sogno di vincere titoli col Tottenham. Perfetto sabato, perfetto stasera: cresce nella ripresa, gran gol del pari, forse anche doppietta su assist di Eriksen. Lovren lo chiamerà Mr Touch, noi lo chiameremo Mr Striker.

 

Le tre lezioni apprese 

A) Mourinho non può avere la bacchetta magica. Nel primo tempo soliti problemi, fragilità difensiva più mentale che tattica. Rose troppo debole, sorprendentemente. Winks sbaglia passaggi facili, c’è sempre la percezione che possa perdere palloni rovinosi.

B)In casa serve Eriksen, perderlo sarà doloroso. E’ il playmaker: Alli deve pensare ad inserirsi, non ha caratteristiche di impostazione offensiva. Bene Kane, bene Son, anche quando non segna

C) Stupisce l’esclusione di Sissoko. Nel 4231, sistema perfetto per gli Spurs, Mou non lo vede tra i centrali. E per quella che è una mezzala perfetta da centrocampo a 3, c’è spazio solo a destra, dove due anni fa deluse e non poco. Caro Mou, questa squadra ha bisogno di Sissoko là in mezzo, eccome.

Simone Dell’Uomo