Le tre verità apprese da Salisburgo 0-2 Liverpool

Il Liverpool va a Salisburgo in cerca della qualificazione dopo essersi complicato la vita. Va in scena una bella partita, con i Reds vincenti!

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di Daniele Calamia

In terra austriaca il Liverpool ha una partita complicatissima. Il fitto calendario in Inghilterra e il classico andamento dormiente dei Reds nei gironi di Champions League hanno creato una matassa non semplice da sbrogliare. Gli uomini di Klopp arrivano con una sola missione in Austria: passare il girone. Dall’altro lato una formazione tosta, sbarazzina, senza nessun timore reverenziale (per fortuna). Segni particolari: un tifo assordante!

La partita è molto aperta sin dai primissimi minuti: subito i padroni di casa creano occasioni pericolose con Haaland e Hwang, ma Alisson si fa trovare pronto con interventi sicuri. Anche van Dijk sugli scudi: il difensore olandese è insuperabile per il trio offensivo molto dinamico del Salisburgo. Dall’altro lato risponde Salah, con un tiro ben parato da Stankovic, e Mane, che però non centra il bersaglio in due occasioni. A metà tempo un’occasione colossale per Momo Salah che sbaglia tutto solo davanti al portiere un gol non difficile per lui, sul ribaltamento di fronte gli austriaci rischiano di aprire il punteggio, prima con Haaland e poi ancora con Hwang. In entrambe le occasioni Alisson è un muro. Anche Keita si iscrive alla partita, ma il suo tiro è ribattuto dalla difesa di casa.

Nel secondo tempo il ritmo non cambia. Il Salisburgo continua ad attaccare e Haaland manda a lato da buona posizione. Il tutto dopo che Salah sbaglia un altro gol non difficile per lui. Poi la svolta: Mane salta di netto Kristensen e alza il pallone su Stankovic in uscita. Al centro dell’area, a porta praticamente vuota, Keita si fa trovare pronto e incorna in rete il gol più importante della sua carriera al Liverpool fin qui.

Passa un minuto, pallone in profondità di Henderson, esce Stankovic, Salah lo supera. L’egiziano si allarga troppo e con il destro, dopo una partita orribile, manda i Reds agli ottavi con un tocco delizioso da angolo impossibile. Di fatto finisce qui, la Red Bull Arena si spegne. Liverpool agli ottavi, da primo, un gran bel Salisburgo in Europa League dove, come l’anno scorso, proverà ad essere una straordinaria mina vagante. Una gran bella squadra, molto sportiva oltretutto.

Tabellino e formazioni

Gol: 57′ Keita (LIV), 58′ Salah (LIV)

Ammoniti: 51′ Mane (LIV)

Espulsi: 

Arbitro: D Makkelie (NED)

Stadio: Red Bull Arena, Salisburgo (AUT)

Salisburgo (4-3-1-2): C Stankovic; R Kristensen, J Onguene, M Wober, A Ulmer [C]; D Szoboszlai (dal 89′ M Ashimeru), Z Junuzovic (dal 68′ P Daka), E Mwepu; T Minamino; H C Hwang, E B Haaland (dal 75′ M Okugawa). All: J Marsch

Sostituti non usati: Carlos, S Prevljak, A Ramalho, A Vallci

Liverpool (4-3-3): Alisson B; T Alexander-Arnold, D Lovren (dal 53′ J Gomez), V van Dijk, A Robertson; J Henderson [C], G Wijnaldum, N Keita (dal 87′ Origi); M Salah, R Firmino (dal 75′ J Milner), S Mane. All: J Klopp

Sostituti non usati: C Jones, A Oxlade-Chamberlain, Adrian, X Shaqiri

Il migliore – Virgil van Dijk. Il centrale olandese si fa trovare pronto sin dai primi venti secondi della partita. Le sue chiusure nei primi dieci minuti sono fondamentali per tenere i suoi a galla. Non rischia nulla, esce sempre con disinvoltura, comunica bene. Una roccia, non è la prima volta che assistiamo a prestazioni così d’autorità. Ricorda molto la prestazione a Monaco dell’anno scorso, manca solo il gol.

Cosa abbiamo imparato da Salisburgo 0-2 Liverpool

I Reds quando conta ci sono. Ne abbiamo parlato spesso di fasi a gironi giocate spesso non con la necessaria concentrazione. Quest’anno poi parecchi impegni decisivi fin qui in campionato sono stati preceduti o seguiti da impegni internazionali. Una partita del genere non era minimamente facile da gestire. Il Liverpool ne è uscito da campione d’Europa in carica.

Quanto fa arrabbiare Salah. Un giocatore misterioso da analizzare ormai da più di un anno. Non involuto, sia chiaro. Ma diventano sempre di più le partite in cui sembra opaco, quasi anonimo, o quelle in cui sbaglia vagonate di gol. Poi però inventa una magia, tiene la palla, corre fino al 90′. E ad un giocatore così non si può rinunciare per nulla al mondo. Undicesimo gol in stagione in tutte le competizioni, pronto per graffiare anche in campionato.

Che bel Salisburgo. Gli austriaci non hanno nulla da rimproverarsi, dopo un girone giocato al massimo delle loro possibilità. Sconfitta di misura ad Anfield, pareggio al San Paolo, doppia vittoria con il Genk. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, il resto sarebbe stato un meraviglioso bonus. Andranno in EL, con la consapevolezza di poter fare molto male a chiunque.

Daniele Calamia

Daniele, 22 anni. Palermitano, studente di Economia.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".