11 marzo 2020, l’Europa è già in pieno caos causato dal coronavirus. L’Italia ha già dichiarato l’intero territorio nazionale zona rossa, in Spagna si inizia a rimanere in casa a seguito dei primi provvedimenti di lockdown, in Francia, Regno Unito e Germania il contagio sta arrivando. Il calcio però non si è ancora del tutto fermato. Nel weekend alcuni campionati sono andati avanti, la Premier League ha semplicemente vietato la stretta di mano fra i giocatori prima del fischio d’inizio. A metà settimana la UEFA rimette qualunque decisione di ordine pubblico ai singoli paesi. Dunque Liverpool-Atletico si gioca senza nessuna disposizione particolare.
L’attuale situazione a Liverpool

A Liverpool risultano ufficialmente malati di COVID-19 1.200 persone, 246 delle quali purtroppo decedute negli ospedali inseriti nel circuito del NHS. Verosimilmente il numero reale dei contagiati è maggiore, dal momento che il rapporto deceduti/contagiati è attualmente fuori scala. Anche le difficoltà incontro a cui va il NHS nel testare i cittadini, pur nella straordinarietà dello sforzo e della forza d’animo del personale sanitario, fanno presumere che la platea dei contagiati sia maggiore.
Il Sindaco dell’area metropolitana di Liverpool Steve Rotheram ha dunque preso parola per capire se Liverpool-Atletico Madrid del 11 marzo possa avere contribuito in maniera significativa a propagare il contagio.
Rotheram punta il dito contro la gestione dell’ordine pubblico
Intervistato da BBC Sport, l’esponente del Partito Laburista è stato molto chiaro: «sarebbe uno scandalo se venisse stabilito con certezza che alcune persone hanno contratto il virus come diretta conseguenza della partita. Non si tratta esclusivamente di mettere in pericolo coloro che vanno allo stadio – ha aggiunto Rotheram – ma anche operatori sanitari e membri delle loro famiglie».
L’obiettivo del Sindaco, a questo punto, è quello di ottenere una indagine sull’accaduto da parte di una commissione indipendente. In effetti, al di là di una situazione di diffusione del contagio già presente in Inghilterra (seppur ai primi giorni della curva epidemiologica), anche i tifosi dell’Atletico, in maniera assolutamente involontaria, potrebbero aver contribuito a peggiorare la situazione. Già in quei giorni infatti era noto che Madrid fosse un focolaio del contagio in Spagna, che oggi è il secondo paese al mondo per numero di contagiati e il terzo per morti.
«Avevano già restrizioni nel loro paese – ha concluso Rotheram – ma gli è stato comunque permesso di affrontare il viaggio fino in Inghilterra». Il Sindaco di Madrid ha già dichiarato che la decisione di permettere che il match si giocasse è stata sbagliata.
di Daniele Calamia
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