Perché Zlatan Ibrahimovic non serve al Liverpool

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Photo by Getty Images

Da quando Zlatan Ibrahimovic ha lasciato i LA Galazy, noto club statunitense che milita nella Major League Soccer, il massimo campionato di calcio negli USA, il mercato si è inevitabilmente acceso. E così lo stesso attaccante svedese, che il prossimo 3 ottobre raggiungerà i 39 anni, è stato accostato ad alcune squadre europee, come il Milan e il Manchester United nelle quali ha già giocato in passato. Ma ancora più clamoroso sarebbe un rumors, che vedrebbe un passaggio dello straordinario attaccante al Liverpool e di cui Craig Burley, ex centrocampista del Chelsea, ha parlato in una intervista ad ESPN, di questa scottante quanto al momento fantasiosa ipotesi di mercato; andiamo a scoprire le sue dichiarazioni.

COSA HA DETTO CRAIG BURLEY

“Abbiamo riso quando abbiamo domandato a Jurgen Klopp se gli fosse stato chiesto di Zlatan, ma io credo sinceramente che potrebbe funzionare come matrimonio a breve termine. Certo, non si adatta allo stile di gioco dei Reds, ma a mio parere non hanno nessun altro, se non Roberto Firmino in un ruolo centrale d’attacco. Divock Origi? Stiamo parlando del Liverpool che vuole tornare campione d’Inghilterra: serve qualcosa di diverso. Ibrahimovic è un calciatore che potrebbe subentrare in determinate partite per 20-30 minuti, senza dover dare particolare intensità di gioco al Liverpool. Quindi sì, io penso che possa offrire qualcosa di importante per gli ultimi sei mesi della stagione, i più decisivi. Non sto dicendo che accadrà senz’altro, ma a mio parere funzionerebbe”.

PERCHE’ IBRAHIMOVIC NON SERVE AL LIVERPOOL

Photo by Getty Images

Abbiamo letto le parole di Craig Burley, ma il Liverpool ha veramente bisogno di Zlatan Ibrahimovic? A mio parere no. La squadra allenata da Jurgen Klopp, attualmente in testa alla Premier League, non sembra necessitare di una riserva di primissimo ordine. E comunque lo stesso svedese si è molte volte reso protagonista di tensioni nelle squadre in cui ha militato, innalzandosi sopra a tutti, compresi i compagni di squadra. Perché lui deve essere il leader, l’uomo squadra che porta al successo un club, non il contrario. E come abbiamo ampiamente visto, questo Liverpool di leader ne ha davvero tanti, oltre ad una forza che si basa proprio sul lavoro collettivo. Un Liverpool di tutti, nel quale nessun uomo conta più dell’altro. La squadra britannica ne ha dato prova, tra le tante occasioni, nel ritorno della passata semifinale di Champions League contro il Barcellona ad Anfield (nella quale ci fu una doppietta proprio del tanto sottovalutato Origi).

Ebbene, in cosa potrebbe essere utile Zlatan? Probabilmente in una squadra con un sistema meno ordinato dei campioni d’Europa e con qualche difficoltà in più dei Reds, sarebbe l’uomo capace di fare la differenza. E chissà, magari un ritorno al Manchester United si rivelerebbe meno fantascientifico di quel che sembra. Ma andare a Liverpool significherebbe non essere al centro del progetto. E ‘Ibra’ lo conosciamo: lui vuole sentirsi sempre al centro di tutto…

Di Christian Camberini