Marco Cesarini, l’intervista – Esclusiva Passione Premier

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Cari amici di Passione Premier, in questi giorni abbiamo avuto il piacere di intervistare Marco Cesarini, un ospite importante nel campo osteopatico che ci ha dato il suo contributo e ci ha saputo raccontare in prima persona quanto vissuto nelle sue esperienze lavorative in Premier League dove ha ricoperto diversi ruoli, dall’osteopata al West Ham, per poi diventare responsabile area medica al Watford e al Fulham. E’ proprio di questo suo ultimo trascorso che andremo a parlare nel dettaglio, in un corner davvero intrigante e ricco di retroscena.

Photo by Getty Images

E’ la storia di un ragazzo italiano che come molti adolescenti viveva con un sogno nel cassetto; quello del calciatore professionista. Questa possibilità sfumò nonostante i suoi sforzi lo avevano portato a raggiungere il traguardo della serie D, ad un solo passo dal professionismo. Ciononostante Marco non demorde e riuscì a ritagliarsi il suo spazio nel mondo del calcio. Si specializzò in osteopatia a Milano e non appena terminato il percorso di studi, iniziò la sua carriera a pochi chilometri dal capoluogo lombardo, precisamente in quel di Brescia. In questo suo primo incarico lavorò con De Biasi, il primo dei 17 allenatori totali che lo hanno accompagnato in questa sua esperienza; tra questi venne poi particolarmente sorpreso da Jokanovic con il quale strinse un ottimo rapporto. Marco si affacciò al mondo Premier nel 2008 collaborando per ben due anni con Gianfranco Zola al West Ham, che ritroverà per un altro anno al Watford, squadra appena acquistata nel 2012 dalla famiglia Pozzo.

Il suo incarico durò quasi tre anni, ma poi arrivò una chiamata irrinunciabile dal Milan che gli ha permesso di riavvicinarsi a casa e di godere dell’esperienza di ex giocatori del calibro di Inzaghi e Mihajlovic. Era ancora troppo vivo il ricordo dell’Inghilterra e quando arrivò questa chiamata nel gennaio del 2016, Marco non riuscí a dire di no nonostante i suoi 18 mesi di contratto ancora rimasti con il club rossonero. Venne contattato dal club londinese di Sadiq Khan che all’epoca navigava in brutte acque e aveva bisogno di componenti che andassero a popolare uno staff decimato. I parametri del fair play finanziario non erano stati rispettati ed era in atto una rivoluzione; Magath venne esonerato e l’indiziato numero uno risulto’ Jokanovic, un allenatore emergente serbo proveniente dal Maccabi Tel Aviv con il quale raggiunse ottimi traguardi. La figura del “head of medical” (Il responsabile del dipartimento di medicina e preparazione atletica) era stata lasciata vacante da ormai sessanta giorni da Mark Taylor, il quale approdò al Sunderland e Marco non poté lasciarsi sfuggire un’occasione simile. Il suo ruolo consisteva nell’ analizzare i carichi di lavoro insieme ai preparatori atletici allo scopo di prevenire infortuni, supervisionando inoltre l’operato dei medici e dei fisioterapisti. Egli aveva un forte potere decisionale e ricopriva un ruolo che in Italia non esiste dal punto di vista legale, dato che per ricoprire questa carica bisogna essere un medico a tutti gli effetti. In questa sua esperienza non sono mancate le emozioni e le soddisfazioni, tra queste Marco ricorda la promozione raggiunta nel 2018 contro l’Aston Villa a Wembley e con particolare entusiasmo la semifinale play off vinta in rimonta in virtù del risultato sfavorevole di 1-0 dell’andata maturato sul campo del Derby County. Finì 2-0 a Craven Cottage con tanto d’invasione di campo per coronare una serata magica; un evento più unico che raro per i pacati sostenitori dei Whites che neanche durante la finale si sono spinti a tanto, la Premier League è stata infatti festeggiata dalla squadra e dallo staff al Hilton Hotel nell’ovest di Londra senza ricorrere a parate o eventi fuori dall’ordinario. La stagione successiva iniziò male, come ci ha raccontato Marco la squadra era da ricomporre e gli innesti arrivarono al termine della preparazione atletica: il difensore Bryan firmò il suo contratto quarant’otto ore prima dell’inizio del campionato e dovette giocare la prima, così come Tim Ream ancora fuori forma.

Il terzino Fredericks, ormai a fine contratto lasciò in estate per i rivali del West Ham mentre i centrocampisti Seri e Anguissa fecero fatica ad ambientarsi. Il 14 novembre 2018 arrivò il cambio, si decise di puntare tutto su un tecnico di enorme esperienza come Ranieri. Marco Cesarini con lui ha un buonissimo rapporto ancora oggi, nonostante non sia riuscito a ripetersi nelle imprese compiute in passato alla guida del Leicester e del Parma. Ad un passo dalla retrocessione, la società decise di puntare su Scott Parker, ex giocatore il quale Marco ha avuto il piacere di allenare ai tempi della sua avventura con gli Hammers. La stagione terminò male e il suo incarico si concluse in quel frangente. Marco Cesarini ci dice che con il passare degli anni si è accorto di come la cultura calcistica inglese differisce notevolmente rispetto a quella italiana; tutte le squadre di bassa classifica in Premier League dispongono di numerose strutture e risorse e la partita si trasforma in un vero e proprio giorno di festa, il Fulham inoltre ha tutte le possibilità economiche per fare grandi cose in futuro e possiede un Accademy caratterizzata da una differenza culturale importante. Gli allenamenti delle giovanili vengono infatti svolti al mattino, le lezioni scolastiche invece si tengono al pomeriggio. Tra i vari trascorsi sui campi britannici, Marco Cesarini ci ha raccontato di aver vissuto al St. James’ Park, casa dei Magpies, un’esperienza memorabile in uno degli stadi più affascinanti e caldi del calcio inglese e ha concluso col rivelarci anche due aneddoti: il primo riguarda l’annata al Watford ai tempi della prima partita alla guida della squadra dell’italiano Sannino, il quale in quell’occasione era intento ad interrompere una tradizione che ricorre negli spogliatoi inglesi; i giocatori erano soliti mettere la musica per darsi la carica in vista del match ma questo spiazzò il mister che chiese spiegazioni a Marco il quale a sua volta lo rassicurò spiegandogli come quanto accaduto seguisse la normalità. Sannino replicò che qualora avessero perso, la colpa sarebbe stata dell’osteopata ma il Watford pareggiò e convinse. La partita successiva venne disputata fuori dalle mura amiche; in questo frangente i giocatori mantennero un profilo più basso per rispetto delle “mascottes”, solitamente uno o due bambini accompagnati dal padre i quali hanno la possibilità di incontrare i loro idoli e “strappare” i loro autografi. Giuseppe Sannino ignaro di ciò che stava accadendo chiese per quale motivo non venne messa la musica; un rito scaramantico che aveva portato bene e che iniziò a piacere al tecnico italiano. Il secondo coinvolse Jokanovic e il difensore Cauley Woodrow, il primo calciò in allenamento il pallone involontariamente verso l’inglese il quale cadde accidentalmente sul campo, svenì e si ripresentò qualche giorno più tardi con le protezioni da cricket che gli coprivano tutto il corpo.

Ora Marco Cesarini è nuovamente pronto e fortemente motivato per iniziare una nuova avventura e non esclude un suo ritorno oltremanica dove ha trovato la felicità per molti anni.

Luca Marcat