Tredici anni da lupo e un record che forse non sarà mai superato: Steve Bull è una delle leggende viventi per il Wolverhampton, simbolo assoluto della squadra a cavallo degli anni ’80 e ’90. Nei suoi 13 anni trascorsi al Molineux l’attaccante inglese ha segnato 306 gol in 561 partite diventando a tutti gli effetti il maggior cannoniere del club, un titolo che probabilmente mai nessuno riuscirà a strappargli.
Bull approdò ai Wolves quando aveva solo 21 anni, ma alle spalle aveva già un ottimo trascorso con la maglia del West Bromwich, il club che gli ha permesso di fare le prime apparizioni nel mondo del calcio dei grandi. Ma, come ha confessato nel corso di un’intervista rilasciata al sito ufficiale del Wolverhampton, il suo trasferimento non fu sereno: “Ron Saunders venne da me e disse che aveva ricevuto un’offerta dai Wolves e io dissi “Wolves? Dove sono?”. Ho guardato la classifica ed erano a quattro punti dall’ultimo posto e l’ho supplicato per 10 minuti di tenermi ad Albion”.

Alla fine però Bull accettò di cominciare la nuova avventura che è durata per quasi tutta la sua vita calcistica, tanto da trasformarlo in uno degli idoli assoluti della tifoseria nonostante i dubbi iniziali. In 13 anni al Wolverhampton l’attaccante ha dato tutto sé stesso: con quella maglia ha vissuto due promozioni e la convocazione in nazionale, con la quale ha disputato quattro partite del Mondiale 1990, un vero sogno per un giocatore come lui che ha saputo ritagliarsi il suo posto in mezzo ai giganti inglesi. Nel 1999, alla fine della sua avventura con i Wolves, le imprese sportive di Bull lo hanno portato a ricevere una delle massime onorificenze del Regno Unito, ossia quello di diventare Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico, un privilegio concesso soltanto alle personalità più brillanti.
E di certo con il suo record assoluto di gol un posto nella storia se lo è meritato a pieni voti. Riuscire a buttarlo giù dal primo posto sarà una sfida difficilissima per qualsiasi attaccante che arriverà al Molineux: nessuno al momento è stato in grado di ripercorrere le sue orme, quelle che in 13 anni lo hanno portato a diventare uno dei simboli dell’intero calcio inglese. Il Wolverhampton poi ha voluto rendergli omaggio dedicandogli una stand dello stadio, un altro dei gesti dal grande valore simbolico che il club ha riservato solo a pochi eletti.

E ovviamente Bull ricorda chiaramente anche la prima delle 306 reti segnate con i Wolves: “È stato contro l’Hartlepool United in una vittoria per 1-0, un paio di settimane dopo aver firmato il mio contratto. Per fortuna sono partito bene con i Wolves e non appena ho segnato un goal davanti alla vecchia South Bank i tifosi hanno esultato e hanno capito che avrei potuto aiutare la loro squadra”.
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