di Simone Dell’Uomo
15 giorni che possono decidere una stagione. Il Tottenham Hotspur, nel suo limbo tra corsa al titolo e corsa Champions, vivrà due settimane di fuoco. A Burnley un must win game, tre punti necessari, una conditio sine qua non in vista della settimana più attesa per gli Spurs: mercoledì rivincita a Stamford Bridge col Chelsea, sabato North London Derby con l’Arsenal a Wembley.
Sette giorni decisivi prima del ritorno col Dortmund e la gara di Southampton in programma il 9 marzo, poi una sosta, una lunga sosta complice weekend dedicato ai quarti di FA Cup e quello destinato all’International Break, la pausa per le Nazionali. Un periodo in cui, come dichiarato da Mauricio Pochettino oggi ad Hotspur Way, la prima squadra potrà passare qualche giorno insieme all’estero, per far gruppo e recuperare le forze in vista di un aprile in cui fortificare il proprio piazzamento Champions e chissà, sognare una Premier che dalle parti di White Hart Lane manca dal lontano 1960-61. Magari sognando nel nuovo stadio, forse pronto ad aprile.
Un calendario complicatissimo dunque, in cui si testeranno le effettive ambizione di un Tottenham 18/19 che, a dispetto delle amare eliminazioni nelle domestic cups, Carabao ed Fa Cup, ha conquistato punti su punti in campionato, vincendo finalmente quelle fatidiche partite sporche e rognose che per anni hanno ostacolato il definitivo salto di qualità. Vincere 3-0, domare e dominare il Dortmund è da Tottenham; vincere in pieno recupero con Fulham, Watford e Newcastle no, assolutamente no. Per questo la squadra cresce, vanta esperienza e i tifosi sorridono. 5 punti di distacco dal Liverpool ed in prospettiva soltanto 2 dal Manchester City, per un Tottenham che punta a minare il duopolio tutto rosso e celeste. Per farlo serviranno almeno 7 punti nelle prossime tre gare: 3 a Burnley, magari 1 col Chelsea e 3 coi rivali di sempre, l’Arsenal di Emery.
TORNA HARRY KANE
Un calendario complicato ma una freccia in più, la freccia più prestigiosa dell’arco di Mauricio. Torna l’Uragano, torna Harry Kane, prontissimo e recuperato a tempo record dopo l’infortunio che lesionò i suoi legamenti col Man United. Il tecnico argentino ha espressamente sostenuto di non aver preso una decisione definitiva, ancora non ha sciolto le riserve sull’impiego a Burnley del suo attaccante dal primo minuto o a gara in corso. Saggia decisione sarebbe far partire Llorente, con Kane pronto a subentrare nella ripresa, specialmente se la roccaforte di Sean Dyche in piena lotta per la salvezza dovesse opporre maggiore resistenza di quella prevista dai bookmakers britannici. Anche perchè poi arrivano Chelsea e Arsenal, quando l’uragano sarà davvero chiamato a spirare, più forte che mai.
INFERMERIA E FORMAZIONE
Con Rose influenzato ed un Ben Davies tornato ad allenarsi coi suoi compagni in settimana sarà presumibilmente riproposto a sinistra Vertonghen, che tanto bene ha fatto col Dortmund, in un ruolo per stessa ammissione del gigante belga mai particolarmente apprezzato sin dai tempi di AVB, Andrè Villas Boas. Difesa a 4 con Trippier sulla corsia opposta, al centro Alderweireld e Sanchez. Proprio “Trips” riposerà mercoledì per lasciar spazio a Sergie Aurier per l’ormai cronico duello a destra, prima di tornare protagonista sabato quando serviranno i suoi eleganti traversoni per tagliare la distratta difesa dei Gunners. A centrocampo riproposto il duo Winks-Sissoko, favoriti su un Eric Dier che dopo l’operazione per l’appendicite deve ancora recuperare la miglior condizione. Eriksen e Son inamovibili, al loro fianco Lucas, Lamela, Kane e Llorente in 4 a giocarsi due posti nel 4-2-3-1 che in fase di non possesso si trasforma facilmente in un diamond, come oltremanica amano definire il più classico centrocampo a rombo di memoria ancelottiana. Non è ancora pronto Dele Alli, che ha ripreso sì ad allenarsi coi compagni, ma tornerà tra i convocati soltanto nelle prossime settimane.
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