di Simone Dell’Uomo
La vittoria sul Manchester City è una di quelle che si ricorderanno. Non tanto perchè s’è battuta una grande squadra, chiaramente difensivamente distratta ed equidistante da un titolo ormai andato e da una lotta Champions troppo scarsa per poter interessare il team di Guardiola, ma perchè s’è definitivamente voltato le spalle al passato. Coi soliti valori, intrinsechi dei veterani della vecchie era Poch, ormai vecchia, esattamente, perchè come detto, s’è voltato pagina. E tanti saluti a chi è voluto andar via, giustamente, lecitamente, come Christian Eriksen. Tanti saluti, soprattutto, a chi macchiava l’armonia di un gruppo giovane che sta rinascendo, Danny Rose, passato al Newcastle. E’ stata la vittoria di Steven Bergwijn, al gol al debutto da predestinato, è stata altresì però la vittoria dei vecchi senatori, la solidità di Lloris e Alderweireld.
MISCELA VINCENTE? E poi in settimana la conquista degli ottavi di Fa Cup, quando ormai ogni speranza sembrava persa, una rimonta al fotofinish, un 3-2 che consegna e mantiene salda a Jose e al nuovo giovane gruppo la speranza di alzare un trofeo alla fine della stagione. E’ un Tottenham giovane, sotto alcuni punti di vista addirittura scarso, pieno di infortuni, pieno di debuttanti, ma che può crescere, deve ricrescere, s’è voltato pagina e si può solo che migliorare. Sarà Josè l’uomo giusto? Ha mai plasmato giovani come Poch? Li ha mai fatti diventare squadra? L’interrogativo di chi scrive, lo sapete, è sempre lo stesso. Ma Mourinho ha vinto qualsiasi cosa, ovunque e comunque, mai discuterlo. Sarebbe follia. E chiunque pensa sia ormai passato, sia ormai finito, sia ormai alla fruttà, dovrà ricredersi. Perchè i giovani cresceranno al fianco di Kane, Lloris, Alderweireld, i senatori. E Son, Lucas e Alli dovranno fare il salto di qualità, dovranno diventare grandi e maturi pure loro.
SUPER JAN Tra i leader ci sarà Vertonghen? Il suo volto dopo la sostituzione di mercoledì ha fatto il giro del mondo, ma vuole restare, vuole dimostrare di esser ancora parte integrante di un gruppo e soprattutto di un club a cui ha dato tanto, tutto. Il Tottenham è stato la sua carriera. Se accetta un ruolo non più di prim’ordine ma di rosa, merita il rinnovo del contratto. Belle le parole del suo procuratore: “La sua faccia triste non c’entra niente con la sua sostituzione, ha sempre voluto il meglio del club, è fatto così, anche a 32 anni si mette in discussione e vuole vincere col Tottenham”. Uno così, caro Jose, non me lo farei scappare.
TROY PARROTT 2023 La settimana, che porta alla sosta e al fine settimana libero per giocatori e staff previsto dalla Premier, ha visto il rinnovo di Parrott. Mou non vuole bruciarlo, lo centellina, non è arrivato a gennaio il centravanti più esperto e non vuole renderlo vice Kane: vuole difenderlo, non vuole darlo in pasto ai leoni. Ed è giusto così. Intanto rinnova fino al 2023, ingaggio da giocatore vero, che testimonia quanto il Tottenham stia attento a questi ragazzi. Non solo lui, ma pure e soprattutto Tanganga. Per non parlare dei nuovi volti: Fernandes, Bergwijn, Sessegnon. Il futuro è tutto loro. Quarto posto o non.
Simone Dell’Uomo
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