Le tre cose che abbiamo imparato da Aston Villa – Tottenham 2-3

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di Simone Dell’Uomo

Se pensate che sia una scienza vi sbagliate, se pensate che sia una scienza inesatta… ancor di più. Il Football è magia, sa esser magia, sa esser storia e tradizione. Come quella che vanta il Tottenham Hotspur al Villa Park di Birmingham, un campo in cui, anche quando ogni circostanza sembra andar in direzione contraria, alla fine l’episodio, il dettaglio, il vento, la deviazione fa sempre e puntualmente esplodere di gioia il settore ospiti. Così ormai da un decennio a questa parte, ma anche e soprattutto stasera: il Tottenham conqusta i 3 punti più importanti dell’anno, conditio sine qua non per ambire alla prossima Champions e per avviare al meglio una settimana cruciale, quella con Lipsia e Chelsea. Nel pomeriggio del VIlla Park trionfano infatti gli Spurs alla fine di una partita assurda, stupenda, che sembrava per loro maledettamente stregata. Inizio sprint e forsennato di un Villa a caccia di punti salvezza: autogol di Alderweireld, per poco non arriva pure il raddoppio. E allora Toby, fresco di nascita della sua seconda creatura (9 mesi e 5 giorni dopo la radiosa notte di Amsterdam…), pareggia i conti in torsione e cambia l’inerzia. Finale di primo tempo tutto di marca Spurs: grandi affondi, grandi fiammate dei terrificanti Lucas, Son e Bergwijn; alla fine segna il coreano, ribadendo il rete un calcio di rigore respinto da Reina. Spurs avanti all’intervallo: finita? Nemmeno per sogno. Perchè non arriva il 3-1, la Premier è sempre la Premier, il Villa ha anima e pubblico fantastico, Engels stacca di testa, trova il gol del pari. Nonostante l’ennesima giornata opaca del solito altalenante Alli il Tottenham domina: entra pure Lo Celso, aumenta il tasso di qualità, fioccano palle gol in velocità, ma nessuno trova il guizzo giusto. E allora, nella notte, nel pomeriggio di magia, ci pensa proprio quello che al triplice fischio sarebbe stato l’eroe in grado di aver consegnato punto fantastico a Smith a tradire il Villa, Engels: stop sbagliato, si invola Son, tu per tu contro uno straordinario Reina ma stavolta diagonale perfetto: 3-2 all’ultimo respiro, delirio puro, implode la panchina Special One.

FORMAZIONI E TABELLINO

Villa 343: Reina, Engels Konsa Hause, Guilbert Drinkwater (60’Nakamba) Luiz Targett, El Ghazi (69’Trezeguet) Samatta (84’Baston) Grealish

Tottenham 4231: Lloris, Aurier Alderweireld Sanchez Davies, Dier (61’LoCelso) Winks, Bergwijn (94’Vertonghen) Alli (83’Gedson) Son, Lucas

Marcatori: 9’aut Alderweireld, 27’Alderweireld, 45’Son, 53’Engels, 94’Son

Il migliore Son. Se non fosse per quanto accaduto al minuto 94 sarebbe stato il caso di dare il Man of the Match al signor Jack Grealish, maturato e prontissimo per grandi palcoscenici. Autentico trascinatore del Villa, figlio di Birmingham e simbolo dei Claret&Blue, giocate d’alta scuola e finalizzate a guidare i compagni, che seguono il suo football, fatto di spunti, pensate da numero 10 e polpacci da vecchio centrocampista britannico, che ne fanno oggi a tutti gli effetti un calciatore completo. Ma quello che è successo al 94, la freddezza con cui Son trascina il Tottenham forse, forse, forse alla prossima Champions League, merita di indirizzare le lodi verso il calciatore asiatico probabilmente più forte di tutti i tempi. Come un diesel, carbura solo verso la fine del primo tempo: sbaglia rigore ma è lesto di tutti e beffa Reina col guizzo dei migliori 9. Nella ripresa doma e domina chiunque, inizia il tiro a segno, tira da tutte le parti ma alla fine Reina, dopo una serie di respinte straordinarie, deve arrendersi al diagonale perfetto di un fenomeno che, al 94′, stanco e stremato, trova lo stesso le forze per lo scatto decisivo coniugandole come un campione d’altri tempi in freddezza e gol del 3-2. Decisivo. Un gol che garantirà, eccome se garantirà..

Le tre cose che abbiamo imparato

1  Qui Villa. Difensori rocciosi, pian piano squadra sempre più vera, unita, quantomeno d’intenti. Assorbito l’esagerato numero di acquisti effettuati l’estate scorsa. Forti e rocciosi, puntano su palla inattiva, ma quanta fatica se puntati in verticale. Oggi serviva il punto, un punto che era vicinissimo, soltanto una manciata di secondi. Smith dovrà rovesciare la spirale: c’è una finale di Carabao per sognare, ma soprattutto ancora tanto tanto margine per evitare la retrocessione, nonostante la sconfitta di oggi rispedirà il Villa in zona rossa.

2 Ancora Villa, ma stavolta Jack Grealish.

photo by Getty Images

Ne abbiamo già parlato, ma è giusto sottolinearlo. Perchè la prestazione offerta oggi contro tanti suoi compagni di squadra in Nazionale vale il prezzo del biglietto. Contro quella che sarebbe dovuta essere la sua squadra due anni fa. Autentico trascinatore del Villa, figlio di Birmingham e simbolo dei Claret&Blue, giocate d’alta scuola e finalizzate a guidare i compagni, che seguono il suo football, fatto di spunti, pensate da numero 10 e polpacci da vecchio centrocampista britannico, che ne fanno oggi a tutti gli effetti un calciatore completo.

3 E’ nato il nuovo Tottenham di Mourinho, che riprende il passo esattamente da dove aveva lasciato. Terza vittoria consecutiva, la più importante se consideriamo pressione Champions e una settimana che vedrà Lipsia e proprio lo scontro diretto di Stamford Bridge. Vecchi leader, senz’altro, ma tanti nuovi giovani aggressivi e talentuosi. Bergwijn, signori miei, tanta tanta roba. Terza scheggia forte e perfetta dopo Lucas e Son. Lo Celso classe futura, Gedson entrato bene. Unica nota stonata Dele Alli, probabilmente unica vera vittima, orfana e vedova di Christian Eriksen.

Simone Dell’Uomo