L’ipocrisia della Premier League

Mentre il mondo combatte, la Premier si mette a lato e guarda

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LONDON, ENGLAND - MARCH 08: A fan is seen wearing a disposable face mask prior to the Premier League match between Chelsea FC and Everton FC at Stamford Bridge on March 08, 2020 in London, United Kingdom. (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

Questa situazione non va bene e non fa bene. Mentre nel resto del mondo dilaga la pandemia Coronavirus, l’Inghilterra non fa nulla e lascia tutto aperto. Nella diretta gol di ieri tra le due partite di Champions League (l’altra era PSG-Borussia Dortmund) il suono dei tifosi ad Anfield era quasi “fastidioso” non per i tifosi in sé o per una “questione di tifo”, ma perché è una situazione che non va affrontata così e non può creare piacere, perché è impossibile fare finta di niente. Almeno per chi guarda la partita dopo aver visto il Presidente del Consiglio Italiano Giuseppe Conte proclamare misure più restrittive e l’OMS che dichiara la pandemia mondiale.

Tralasciando gli orrendi fatti dei tifosi francesi che sono andati contro le imposizioni volute dal governo, l’Inghilterra sta evitando il problema e se lo affronta, lo fa con indifferenza. Non contano i numeri in Italia in questo caso, anche se in realtà i vertici del governo e della FA dovrebbero porsi qualche domanda in più, ma quelli che ci sono sul territorio britannico. Si parla già di circa 10.000 contagiati in pochissimo tempo, ma non si ferma nulla, anzi.

La Premier League non ha chiuso le porte e le ha lasciate aperte, forse troppo. Lo stesso Jurgen Klopp ieri si è infuriato con i tifosi che allungavano le mani per il “cinque”, e forse è l’unico che ha capito la serietà della vicenda. Anche il difensore dei Reds Van Dijk ieri ha usato un’uscita poco carina, dichiarando di essere poco preoccupato perché il Coronavirus è in Italia e lui si trova in Inghilterra, e quindi non c’è motivo di essere agitati. La notizia del presunto contagio di tre giocatori del Leicester ha allarmato un pò tutti, ma Brendan Rodgers ha specificato che i tre coinvolti non erano stati convocati per la partita.

La FA doveva già chiudere le porte sabato, e doveva imporlo ieri. Ma è dai piani alti che il problema non viene nemmeno visto in faccia, quindi perché si dovrebbe preoccupare la FA?

MANCHESTER, ENGLAND – MARCH 08: Fans look on during the Premier League match between Manchester United and Manchester City at Old Trafford on March 08, 2020 in Manchester, United Kingdom. (Photo by Michael Regan/Getty Images)

Una partita di Premier a porte chiuse è veramente desolante, questo lo si capisce e fa male al cuore. Si tratta del campionato più bello del mondo, l’atmosfera è unica e la magia che regala il calcio inglese nell’affiancare case di cittadini comuni con stadi enormi accanto è una cosa che non si vede da nessuna parte. Ma vale tutto ciò il prezzo della salute dei tifosi e dei cittadini? Chiudere tutto è la scelta più giusta, anzi, sarebbe stata la scelta più giusta sia lo scorso weekend, sia ieri. Ma si potrebbe anche fare di più.

BURNLEY, ENGLAND – MARCH 07: Fans wear disposable face masks prior to the Premier League match between Burnley FC and Tottenham Hotspur at Turf Moor on March 07, 2020 in Burnley, United Kingdom. (Photo by Michael Regan/Getty Images)

Mentre tutti i campionati, maggiori e non, vengono sospesi oggi l’Inghilterra è arrivata, non ancora in via ufficiale, alla decisione di giocare il prossimo turno a porte chiuse, rinviata già Brighton-Arsenal vista la ‘quarantena’ dei Gunners.

La decisione è più che giusta, anche perché i tifosi possessori del biglietto potranno godersi la partita che dovevano seguire comodamente a casa in streaming.

L’Inghilterra non vuole fermarsi, ma almeno ha fatto un passo indietro e forse lo ha fatto tardi. Non è con l’indifferenza che i problemi si risolvono, la storia insegna. E non è nemmeno tanto passata.

 

Giuseppe Cirignotta