Se in Serie A il campionato è stato sospeso senza una specifica deadline per la ripresa, in Premier League si sono susseguite numerose date, nelle ultime settimane, per stabilire con un minimo di sicurezza quando riprenderà il football. Risultato: un nulla di fatto tutte le volte, ogni data ovviamente rimandata, considerando che la furia del virus nel Regno Unito non sembra placarsi. Il campionato è fermo dal 13 marzo, tutte le squadre hanno giocato almeno 28 partite.
L’ultima data stabilita in Premier League
L’ultima data di cui siamo a conoscenza è il 30 giugno. I club si sono trovati d’accordo nel considerare, al momento, l’ultimo giorno prima del calciomercato come ultimo giorno per concludere il campionato. Non è una data banale: dal giorno dopo infatti tutti i giocatori in scadenza saranno liberi di firmare con qualsiasi squadra.
Secondo indiscrezioni raccolte dalla BBC, alcuni club si aspettavano di parlare di nuovi ordini in un meeting di oggi pomeriggio, ma è stato deciso di rimandare la discussione. Come la stessa Premier League ha comunicato, lo scenario che i vari settori di business si trovano ad affrontare è assolutamente dinamico e poco prevedibile. Squadre, staff, giocatori, emittenti televisive, sponsor sono tutti coinvolti per capire se, come e quando tornare a giocare.
Come già detto più volte: «si tornerà a giocare quando tutte le necessarie condizioni sanitarie saranno soddisfatte.[…] L’incontro di oggi ha aperto un nuovo spiraglio sulla possibilità di parlare di come saranno sistemati gli incontri. Rimane un nostro obiettivo completare l’attuale stagione ma nessuna data è certa al momento».
Nella giornata di ieri il governo britannico ha esteso l’attuale lockdown per altre tre settimane. Distanziamento sociale rimane l’espressione più utilizzata in tutta Europa, e il Regno Unito non fa eccezione.
Le situazioni contrattuali
Come già detto, un altro problema si inserisce nella già difficile situazione. Dal 1 luglio in poi gli attuali contratti dei giocatori in scadenza saranno solo un ricordo. La FIFA, conscia di questo ulteriore grattacapo, sta cercando di capire in che direzione muoversi. Una idea concreta pare quella di estendere la validità dei contratti ancora per qualche settimana, ma non è una discussione che riguarderebbe solo l’aspetto sportivo.
E mentre tutti i club lasciano i loro giocatori in isolamento, alcune situazioni contrattuali, già spinose di per sé, rischiano di rimanere in bilico anche oltre la data del 30 giugno. Ne sa qualcosa il Chelsea, che ha Willian sotto contratto fino a quella data. Fa eco ai Blues il Tottenham, che rischia di perdere Vertonghen a zero. Come e quando finirà la stagione non è dato saperlo. Sul piatto la possibilità più concreta sembra quella di aspettare, indirizzo chiaramente preso dalla UEFA, che ha posticipato la data della finale di Champions League al 29 agosto. Più defilate le due opzioni più estreme: dichiarare la stagione nulla, come se non fosse mai esistita, o rendere definitiva l’attuale classifica. Opzione quest’ultima che alcuni campionati hanno già messo in pratica.
di Daniele Calamia
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