Le tre cose che abbiamo imparato da Man United – Tottenham 2-1

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Photo by Getty Images

di Simone Dell’Uomo

Vince e finalmente convince lo United di Solskjaer, batte 2-1 il rilanciatissimo Tottenham di Mourinho e salva quantomeno al momento la panchina. Già perchè gruppo e Old Trafford hanno mostrato attaccamento e sostenuto il suo nome per tutti i 90 minuti. United bravissimo a partire a razzo e sorprendere il Tottenham, gran diagonale di Rashford su doppio errore di Sanchez e Gazzaniga e diavoli rossi avanti. Diavoli letteralmente infuriati, Gazzaniga si riscatta con un paio di interventi fondamentali che lasciano in partita gli

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Spurs. Era quello che voleva Josè, che sa benissimo che ai suoi fenomeni offensivi basta un lampo per tornare in parità: e così è, gol magistrale di Alli, una prodezza assoluta, proprio nel suo momento migliore, controllo, sombrero e tocco morbido a battere De Gea. 1-1, prima della fine del primo tempo. Nella ripresa tutti si aspettano il sorpasso velenoso degli Spurs ma nel calcio sono spesso gli episodi a decidere le gare. Già perchè è freddo Rashford conquista e trasforma un rigore generosissimo. Lo United si limita poi a difendere e ripartire, il Tottenham costruisce ma non troppo: giornata opaca per gli Spurs, finisce 2-1 e le Top4 si allontanano, troppo terreno già perso in precedenza. Spurs clamorosamente sorpassati addirittura dal Man United, in questo momento a 8 punti dal Chelsea.

FORMAZIONI E TABELLINO

United 4231: De Gea, Van Bissaka Lindelof Maguire Young, McTominay Fred, Greenwood (80’Pereira) Lingard (87’Shaw) James, Rashford

Tottenham 4231: Gazzaniga, Aurier Sanchez Alderweireld Vertonghen, Winks (70’Ndombele) Sissoko (86’LoCelso), Lucas (64’Eriksen) Alli Son, Kane

Marcatori: 6’Rashford, 39’Alli, 49’Rashford rig

Il migliore Rashford: trascinatore e mattatore, decisivo, doppietta a risollevare la stagione del Man United. Senza di lui, sarebbe uno United da seconda metà della classifica. Ne parleremo nel secondo punto delle tre lezioni apprese.

Le tre lezioni apprese: 

a)Un minimo di compattezza e lo United ha vinto una partita fondamentale per il suo campionato. Pubblico e giocatori ancora dalla parte di Solskjaer, “Ole Ole Ole” riecheggiava ovunque, specialmente al fischio finale. Che Solskjaer sia stato l’unico a capire che per avviare un futuro United si doveva ripartire dai giovani è senz’altro nota di merito, ma ha perso troppi punti e non sarà mai un tecnico da latitudini importanti. Per questo stupisce tutto questo, eccome.

b) Rashford, fuoriclasse vero. Poderoso, inarrestabile, straordinario, decisivo. Amatissimo all’Old Trafford, simbolo del nuovo giovane United ma unico fuoriclasse plenetario. Un ragazzo che per motivi evidenti non può esser messo sullo stesso piano degli altri. Non solo perchè è un prodotto di quell’academy lì, cresciuto nei sobborghi di Manchester tra un battimuro e un altro, ma soprattutto perchè è semplicemente il giocatore più forte che abbia calcato da protagonista il pratino di Old Trafford negli ultimi anni. E’ Marcus, ovviamenta Marcus Rashford. Corre come un’ala, dribbla come un funambolo, taglia a fette le difese avversarie come una mezza punta, segna, soprattutto, come un goleador, una vera e propria punta.

c) Il Tottenham non è guarito, ma spesso sono gli episodi a far la differenza. Senza quel rigore, probabilmente la partita avrebbe avuto esito differente. Perchè con United nella ripresa a spingere per salvare la panchina di Solskjaer e riportarsi in vantaggio, quel vecchio stregone malefico avrebbe sfruttato i vari Lucas, Son e Alli per far male e castigare in contropiede. A proposito di Alli: unica gioia della serata Spurs, colpi da grande giocatore tornato grande giocatore. Gol da cineteca. Un gol che, a dispetto del risultato, farà il giro del mondo.