Black Friday in Premier: tante panchine ballano, tanti manager disponibili

In mattinata è arrivato l'esonero di Emery. Sembra esserci un Black Friday anche in Premier: tante panchine ballano, tanti manager sono disponibili

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La giornata di oggi si è aperta con una notizia forte ma per certi versi attesa: l’Arsenal, come sappiamo, ha dato il benservito a Unai Emery. L’allenatore spagnolo paga un inizio di stagione non folgorante, dopo un primo anno tutto sommato non da buttare, sebbene interlocutorio. La panchina viene affidata a Freddie Ljungberg, vecchio cuore Gunners e membro degli Invincibles. Si attende chiaramente un nome di calibro superiore come scelta definitiva. Tutto ciò, se unito ad una tendenza sistematica alle panchine ballerine in questo inizio di stagione, ci fa capire qualcosa di ben preciso. C’è un Black Friday anche in Premier: tante panchine infatti ballano, e tanti manager sono disponibili sul mercato.

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L’arrivo del manager nel 2018

Il manager spagnolo, quando arriva all’Arsenal, ha già un curriculum importante. Arriva dal PSG, dove vince un titolo nel 2017/18. L’esperienza parigina si macchia però in due modi: la prima sul campo, con l’irreale rimonta del Barcellona per 6-1 nel marzo 2017, poi con una gestione pessima dello spogliatoio. Si lascia male con l’ambiente, anche per colpa di una scarsa capacità comunicativa con il proprio club e con la stampa.

In patria non ha mai vinto nessuna competizione domestica, ma può vantare ben tre Europa League vinte consecutivamente con il Siviglia. L’arrivo all’Arsenal lo proietta però in un mondo totalmente diverso. Prima di tutto, parliamo di un club con un blasone superiore rispetto alle squadre finora allenate. Secondo, c’è un certo Arsene Wenger da sostituire. L’allenatore alsaziano si separa dai Gunners dopo 22 anni, e la dirigenza decide di buttarsi su un allenatore capace di costruire un percorso.

L’esonero e il futuro dell’Arsenal

L’arrivo nasconde grandi insidie. L’inglese di Emery è, senza particolari smentite, pessimo. La prima conferenza stampa mostra già forti limiti da superare per il basco, ma può contare su una squadra di tutto rispetto. Qui però cominciano i guai per il manager: la difesa è da migliorare, c’è troppo scompenso in termini di valori fra i reparti. Si butta su Torreira per sistemare la mediana, strappa Leno e Sokratis dalla Bundesliga. Non basta: in difesa si continua ancora a ballare enormemente, a centrocampo non si trova la quadra e in attacco il rapporto con Ozil naufraga presto.

I risultati in campionato sono altalenanti, in EL raggiunge la finale ma perde malamente contro il Chelsea. In estate rompe il salvadanaio comprando Nicolas Pepe, ingaggia Tierney e David Luiz a fine mercato e prende Ceballos dal Real Madrid in prestito. Il suo acquisto migliore però è Gabriel Martinelli, un 2001 brasiliano. Ciò dice molto sul rendimento degli acquisti e della squadra in generale.

[LEGGI QUI LA STORIA DI GABRIEL MARTINELLI]

Una panchina traballante, un esonero dietro l’angolo e dei risultati che non arrivano. In campionato l’Arsenal stenta a decollare ed è già lontano dalla zona Champions. In Europa League, seppur a fatica, dopo 4 partite i Gunners sono primi nel girone. Poi l’Eintracht, che in Germania ha già il merito di aver definitivamente causato l’esonero di Niko Kovac al Bayern. I tedeschi vincono 1-2 all’Emirates, e così Emery viene messo alla porta.

Nel futuro prossimo dei Gunners adesso c’è Freddie Ljungberg, vecchia leggenda del club. L’ex calciatore svedese ha davanti a sé una complicata trasferta a Norwich. I Canaries non sono messi bene in classifica, ma vengono da un’ottima vittoria a Goodison Park e quest’anno hanno già battuto il City in casa. Poi chissà… potrebbe accadere all’Emirates quanto visto l’anno scorso a Old Trafford. Un allenatore, inizialmente ad interim, successivamente confermato con un triennale.

Il Black Friday delle panchine

Se in giro per i negozi in questo momento ci sono milioni di persone grazie al Black Friday, in Premier lo store dedicato ai manager senza squadra vede un ampio assortimento. Tante panchine ballano, tanti manager sono disponibili. Dopo l’esonero di Pochettino anche un’altra grande del calcio inglese ha cacciato il proprio allenatore. Per la verità la carriera di Emery in Premier sembrerebbe anche finita qui, ma non è detta l’ultima parola.

Emery insieme a Manuel Pellegrini. Anche il tecnico cileno sembra essere in grossa difficoltà al West Ham

Non è più libero Jose Mourinho, che dopo un anno forzatamente sabbatico ha trovato posto al Tottenham. Oltre il Poch (probabilmente poco incline a migrare verso l’altra sponda del nord di Londra) altri nomi papabili sembrano essere David Moyes, che però ha uno score pessimo nella sua unica esperienza in un club di primo piano, e Max Allegri, che paga un inglese non perfetto e nessuna esperienza in un campionato che non sia quello italiano.

A meno di non voler aspettare la prossima estate, tenendo Ljungberg fino a fine stagione e buttandosi sul mercato ad annata conclusa. A quel punto le possibilità diventano infinitamente superiori, da Howe che scalpita per salire di livello ad Arteta che potrebbe tornare in biancorosso, seppur da allenatore. Anche Espirito Santo e Rodgers sembrano essere ipotesi solide.

Manager ancora in carica ma con parecchie difficoltà da affrontare sono sicuramente Pellegrini, Sanchez Flores, Marco Silva e Solskjaer. Il West Ham, dopo un buon inizio, sta vivendo mesi da incubo e la zona retrocessione è a soli tre punti di distanza. Quique Sanchez Flores ha invece ripreso il Watford dopo tre anni, sebbene in una situazione totalmente diversa. Chiamato dopo quattro giornate per sostituire Javi Gracia, l’ex Espanyol non riesce ancora ad invertire la rotta degli Hornets, che navigano mestamente sul fondo della classifica con una sola vittoria all’attivo.

Non vive un buon periodo neanche Marco Silva, che naviga a 14 punti nella parte bassa della classifica. Il tecnico portoghese non è mai riuscito a dare la svolta ai Toffees, sebbene al comando di una rosa di tutto rispetto. Troppo altalenanti le prestazioni, e dalle parti di Goodison Park potrebbero essersi già stancati.

Chiudiamo con Solskjaer, tecnico del Manchester United. Il norvegese, nominato ad interim da metà dicembre 2018 in poi, ha avuto un inizio folgorante con i Red Devils. In difficoltà a fine campionato ha comunque riscosso la fiducia della dirigenza, che ha allontanato le voci di un presunto arrivo di Zidane, confermando il tecnico con un triennale. Quest’anno però le cose stanno andando molto male. Lo United è nono, a 9 punti dalla Champions e senza una chiara idea di cosa accadrà anche solo nell’immediato futuro.

Daniele Calamia

Daniele, 22 anni. Palermitano, studente di Economia.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".