Quattro chiacchiere con Adam Grapes

PassionePremier è andata a toccare alcuni temi, attuali e non, con Adam Grapes, scopriamoli insieme

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Buon pomeriggio amici di Passione Premier, abbiamo oggi il piacere di pubblicare l’intervista fatta ad Adam Grapes. Gran intenditore ed esperto di calcio inglese, Adam è un super tifoso del Southampton e lo ringraziamo per la gentilezza e la disponibilità, fare quattro chiacchiere con lui è sempre un piacere.

In questi anni stiamo assistendo all’ammodernamento di diversi stadi, anche storici. Stadi più grandi, più soldi ma forse meno fascino, ad esempio West Ham, Bretford e Spurs l’anno scorso, tu che cosa ne pensi? Giusto cambiare e andare al passo coi tempi o un legame con la tradizione si deve mantenere?

“Mi dispiace che tutti questi stadi storici stiano sparendo, forse nella Premier League l’unico tradizionale che è rimasto sarebbe Goodison Park. Ma ovviamente quando si pensa a come erano gli stadi negli anni ’80, non si poteva andare avanti così. Ci sono dei nuovi stadi interessanti, ma tanti sono eguali. Ora c’è il discorso del ritorno delle gradinate in piedi come nella Bundesliga, secondo me se sia fattibile da un punto di vista di sicurezza è da fare, potrebbe migliorare l’atmosfera che in tanti stadi, Southampton incluso, è peggiorata notevolmente negli ultimi anni. Un’altra cosa sarebbe da mettere sempre a disposizioni dei biglietti a prezzi ragionevoli, ho detto spesso che le società possono andare avanti senza gli incassi dei biglietti grazie ai diritti televisivi e gli sponsor, quindi perché non danno una mano economica al tifoso che vuole andare allo stadio?”

 L’anno scorso abbiamo avuto l’Inghilterra sul tetto d’Europa sia in Champions che in Europa League, tu a cosa attribuisci questo exploit delle squadre inglesi negli ultimi anni?

“Quando la Premier League è stata fondata nel 1992, uno dei suoi principi era di mettere in posto una struttura in cui portare le sue squadre avanti in Europa. Non è stato facile all’inizio, anche perché da 1985 a 1990 le squadre inglesi non partecipavano nelle coppe europei dopo la strage di Heysel, ma piano piano la Premier League è diventata un torneo internazionale non solo un torneo inglese e in conseguenza sono migliorate le prestazioni delle formazioni inglese nelle Coppe Europei. Logicamente con tutti questi soldi che girano nel campionato, sarebbe più una sorpresa se non erano protagonisti in fondo della stagione europeo”. 

Dal tuo punto di vista cosa sta mancando in questi anni al Manchester United? Abbiamo visto diversi investimenti e per adesso sembrano non rendere, vedasi Maguire. Pensi che oltre la cattiva gestione dirigenziale,  il trattenere giocatori controvoglia, vedi Pogba e De Gea gli anni scorsi, sia controproducente?

“E’ un po’ una ripetizione della storia, quando un persona clou della squadra lascia la barca, il Manchester United si trova in difficoltà. E’ successo con Sir Matt Busby negli anni ’70 quando Man Utd è stato retrocesso nel 1974 e ora l’epoca dopo Ferguson si trova in questo periodo sempre difficile. Credo che i Glazer (che hanno portato un grosso debito al Manchester United quando l’hanno acquistato nel 2005) pensano alla società da un punto di vista di un brand e non una squadra di calcio, quindi a loro non interessano tanti i risultati fino a quando arrivano gli sponsor. Edward Woodward è il ponte tra i proprietari e il lato calcistico, e sembra un po’ come un pesce fuor d’acqua. La cosa che manca della squadra sembra rispetto per l’allenatore, Solskjaer si trova in grossa difficoltà a gestire questo gruppo di giocatori. Ci sono quelli che dicono che ci vuole un Roy Keane come assistente, dal lato tecnico non è un granché, ma forse i giocatori devono avere un po’ più di paura di tornare nello spogliatoio dopo una sconfitta”

In questo periodo sentiamo molti allenatori lamentarsi del Boxing Day e delle partite così tanto ravvicinate soprattutto nel periodo di dicembre. Qual è la tua opinione a riguardo?

“E’ un periodo tradizionale del calcio inglese, guai a chi pensa di sopprimerlo. Infatti, fino agli anni ’50 c’era una giornata proprio il 25 dicembre, con una seconda il giorno dopo, al solito con le stesse due squadre che si incontravano in casa e poi in trasferta. Infatti, fino a qualche anno fa se il Boxing Day era un venerdì, sarebbe anche una giornata il giorno dopo. Ricordo in 1994 che sono stato a vedere Southampton-Chelsea il 26 Dicembre e il giorno dopo Manchester City-Southampton!”

Quest’anno vediamo un Chelsea diverso, con un progetto più incentrato sui giovani e se possiamo dire un allenatore “debuttante” che è Lampard. Come vedi il suo futuro in panchina?

“Ero un po’ cinico quando ho sentito che lui avrebbe preso la panchina del Chelsea (avendo vissuto abbastanza tempo in Italia ho capito bene come funziona il concetto di “il raccomandato”!) e pensavo che forse sarebbe stato un impegno troppo difficile per Lampard. Ma devo dire che ho sbagliato, sta facendo un bel lavoro. Forse il fatto che non poteva comprare giocatori è stato un aiuto perché aveva la possibilità di lavorare con questi giocatori giovani a farli crescere. L’unica cosa da dire è che fino ad ora il calendario è stato abbastanza abbordabile, ma comunque si può dire sempre che non esistono le partite facili nel Premier League”

In Championship questo avvio di campionato è veramente combattuto. Tu però chi vedi realmente favorita per la promozione diretta in Premier? Il Leeds rischia di fare lo stesso errore dell’anno scorso o lo vedi favorito?

“Basta guardare la classifica per capire quanto è combattuto il Championship, al momento che sto scrivendo questo ci sono solo 5 punti tra il capolista e la squadra all’11° posto. West Brom si trova al primo posto nonostante il fatto che ha pareggiato le sue ultime due partite in casa contro Barnsley e Charlton. Fare pronostici nel Championship è come pronosticare quando il governo farà una decisione sul Brexit…. Impossibile! Vedo West Brom, Leeds e Fulham come i tre protagonisti principali e Leeds sarà sicuramente determinato di evitare il grande disguido dell’Aprile scorso”

La situazione Brexit sta creando qualche polemica e sicuramente rischia di portare diversi problemi, quali danni pensi possa portare in Premier League? C’è il serio rischio che il campionato perda quella magia che lo contraddistingue da anni?

“Domanda impossibile visto che non si sa ancora se ci sarà il Brexit, quando ci sarà, e in quale forma sarà costruita. Se pensiamo che tutti questi movimenti dei giocatori intra-Europa sono principalmente grazie alla legge Bosman, un Brexit potrebbe sulla carta portare tutto nell’altra direzione, ma credo che UEFA farà di tutto per evitare questo”

Un tuo pensiero sul Tottenham di Pochettino. Dopo la finale di Champions la squadra sembra svuotata e nell’ultima giornata non è riuscita neanche a vincere contro il fanalino di coda Watford. Pensi che il ciclo sia finito e che debba esserci un cambio in panchina? Magari con Allegri?

“Diciamo che gli Spurs hanno fatto la mamma di tutti i miracoli per arrivare alla finale del Champions League la scorsa stagione e questa stagione non è iniziata molto bene, anche se in questo preciso momento sta vincendo 1-0 ad Anfield.. (ndr, domenica match poi finito 2-1 per i Reds). Ormai è da due anni che i giocatori del Tottenham sono quasi tutti gli stessi, con tutti i soldi indirizzati verso il nuovo stadio e alcuni giocatori, per esempio Dele Alli magari non sono cresciuti come dovevano. La classica frase quando un allenatore si trova in difficoltà è che “He’s lost the dressing room”, cioè ha perso controllo dello spogliatoio, e ci sono le voci che dicono che è così con Pochettino. Non credo che se ne andrà nel corso della stagione, Daniel Levy non è uno che prendi troppi rischi. Non vedo Allegri allenatore in Inghilterra, un motivo valido non ne ho, ma è solo il mio pensiero”

A proposito di allenatori, Pep Guardiola è uno dei migliori allenatori mai avuti in Premier, superlativo anche il suo modo di adattarsi al gioco inglese. Ma cosa manca al tecnico Catalano, e al City, per vincere in Europa?

“I tifosi di Manchester City fischio sempre l’inno del Champions League perché credo che la sua squadra è stata trattata ingiustamente da UEFA in questi anni. Magari se smettono di fischiare la sua squadra potrebbe alzare la Coppa dei grandi orecchi………..! Scherzi a parte, credo che l’unica cosa che manca è un pizzico di fortuna. E’ strano che non è mai riuscito a superare i quarti di finali, non credo che questo periodo secco andrà avanti.”

Benitez ha lasciato il Newcastle al termine della scorsa stagione. Sinceramente vedevo per lui un’occasione di riscatto con i Magpies ma è finita anche in maniera poco pacifica con il presidente. Pensi che realmente la sua sia stata una scelta prettamente economica o c’è altro dietro?

“Non credo che sia frutto di una scelta economica visto che è rimasto con la squadra anche quando hanno fatto la loro vacanza non voluta nel Championship, secondo me non ce la faceva a lavorare più con Mike Ashley, il proprietario del Newcastle”

Un tema abbastanza caldo questi giorni è l’esclusione di Harry Kane dalla lista dei 30 per il pallone d’oro. Cosa ne pensi a riguardo e chi pensi alla fine lo vincerà?”

“Potrebbe essere il momento di Van Dijk?  Negli anni quando non ci sono i Mondiali diventa sempre un impresa difficile scegliere il vincitore. Se Alisson non ha perso l’inizio di questa stagione forse poteva essere una possibilità dopo aver vinto il premio come migliore portiere della Coppa Amercia. Non credo che Kane può lamentarsi troppo dalla sua assenza della lista, per me gli architetti del l’arrivo di Spurs nel finali del Champions League sono stati Erikson e Son”

Parliamo un po’ della nazionale inglese. In caso di qualificazione, molto probabile, a Euro 2020 come vedi messa la squadra di Southgate? La metti tra le possibili vincitrici?

“Ha il vantaggio che giocherà a Wembley, con un eventuale semi finale e finale e come in 1966, potrebbe essere un bell’aiuto. Per me la squadra non è ancora tra i primi in Europa. Mi è piaciuta molto l’avventura nei mondiali in Russia, ma guardando gli avversari, diciamo che il sorteggio e tabellone hanno dato un grosso mano alla squadra. Per me non ha una rosa abbastanza lunga per essere competitivo nell’ambito internazionale, qui la mancanza di giocatori inglesi nel Premier League non aiuta tanto”

Volevo chiederti dal punto di vista personale, come vivi le partite del tuo Southampton adesso rispetto all’Adam Grapes di vent’anni fa. Le emozioni sono le stesse o sono cambiate?

“Diciamo che ora per motivi geografici vedo molto meno partite dal vivo in confronto di 20 anni fa quando abitavo in Inghilterra. All’epoca andavo a quasi ogni partita in casa e in trasferta. Ho sempre l’abbonamento, ma ora vado a vedere più o meno una partita ogni mese. Prima sicuramente vivevo le partite di più, rimanendoci male dopo le sconfitte, ma ora vedendo meno partite sono felice di andare allo stadio, passare un paio di giorni con i miei e trovare qualche amico, la partita non è così importante”

In questi anni in giro per i campi, inglesi e non, c’è uno stadio che ti è piaciuto particolarmente? E quale è il ricordo più forte legato ad esso.

“Qui sembra obbligatorio di parlare di The Dell, il vecchio stadio del Southampton, dove ho fatto il mio esordio sulla Gradinata Famiglie contro QPR in 1983. Il ricordo più forte deve essere per forza l’ultimo, il gol di Le Tissier nell’ultimo minuto dell’ultima partita contro Arsenal in 2001. Credo di aver visto giocare il Southampton in una sessantina di stadi, uno che mi è piaciuto sempre visitare, purtroppo non c’è più, era Highfield Road, lo stadio di Coventry City. St Mary’s il “nuovo” stadio di Southampton non è male, ma l’atmosfera non è molto spettacolare, non aiutato ovviamente del livello di calcio che stiamo vedendo in questo periodo. Il peggiore stadio? Forse Port Vale, abbiamo giocato una partita del FA Cup in 1994, i tornelli per la curva ospiti erano alla cima di una collina di fango, i tifosi locali erano discretamente ostile e dopo la partita c’era l’insulto finale, ci hanno tenuto dentro per una mezz’ora, e nel settore accanto un tifoso locale ci ha pensato di fare compagnia con la sua sciarpa del Portsmouth… Ma con tutti questi nuovi stadi identici, sarebbe di sicuramente rivisitare Vale Park per i vecchi ricordi”

In conclusione, volevo sapere chi secondo te quest’anno la spunterà per la vittoria della Premier? E il tuo Southampton pensi possa ambire alla salvezza o a qualcosa di più? 

“Sembra proprio l’anno giusto per il Liverpool, esattamente 30 anni dopo l’ultima volta. Ha già un vantaggio notevole in campionato e credo che possano tranquillamente gestire un assalto sul Premier e Champions League se hanno la possibilità. L’unica cosa che potrebbe mettere il Liverpool in difficoltà sarebbe una crisi di infortuni, ma credo che i tifosi dovrebbero organizzare qualche vacanza lontano da Merseyside all’inizio di maggio. Per Saints, credo che siamo in lotta contro la retrocessione, sto scrivendo questo due giorni dopo la doccia freddissima della ormai storica sconfitta per 9-0 in casa contro Leicester. Come sempre in questi anni, dobbiamo sperare in un po’ di fortuna e sperare che ci sono tre squadre che fanno meno punti di noi!

Termina così l’intervista con Adam Grapes, lo ringraziamo ancora per la sua disponibilità e cortesia, alla prossima.

Giuseppe Cirignotta